L’innovativa visione dell’AI secondo The Pitt: un futuro all’insegna della tecnologia avanzata.
La serie di HBO, *The Pitt*, esplora un mix inquietante di trauma medico e dramma ospedaliero, rendendo ogni episodio quasi un viaggio nell’orrore. I pazienti affrontano ferite gravi e infezioni pericolose, mentre il personale dell’emergenza si trova in situazioni sempre più stressanti. In mezzo a questa atmosfera tesa, si sviluppa un sottotesto critico sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa negli ospedali.
Un Giorno Intenso al Trauma Medical Center di Pittsburgh
Nella seconda stagione, *The Pitt* segue gli eventi di un’intensa giornata di 15 ore al Trauma Medical Center di Pittsburgh, coincidente con il Giorno dell’Indipendenza, uno dei più affollati per le strutture ospedaliere. Il dottor Michael “Robby” Robinavitch (interpretato da Noah Wyle) sta affrontando il suo ultimo turno prima di una meritata pausa, mentre il dottor Baran Al-Hashimi (Sepideh Moafi) entra in scena per gestire il pronto soccorso durante la sua assenza. Il rapporto tra i due medici è teso, soprattutto quando il dottor Al-Hashimi sostiene che l’uso di un software di trascrizione basato su IA possa migliorare le operazioni ospedaliere.
La giornata inizia in modo relativamente tranquillo, ma man mano che il pronto soccorso si riempie di pazienti, la pressione aumenta. Per il residente, dott.ssa Trinity Santos (Isa Briones), è un compito difficile tenere sotto controllo la gestione dei pazienti, oltre a firmare le cartelle con le informazioni necessarie.
