Lockdown energetico: impatti globali e possibili scenari per l’Italia dopo l’Iran.
Perché si parla sempre di più del lockdown energetico e quali misure prevede? Potrebbe interessare anche l’Italia?
Nelle ultime ore, il termine “lockdown energetico” ha preso piede nel dibattito internazionale. Questo fenomeno è alimentato dall’escalation militare intorno all’Iran e dalla situazione precaria dello Stretto di Hormuz, un punto cruciale per l’economia globale. Stando ai dati dell’International Energy Agency (IEA), nel 2025 circa 20 milioni di barili al giorno tra greggio e derivati passavano da Hormuz, rappresentando un quarto del commercio mondiale di petrolio. Nel 2025, quasi il 90% del GNL transitato da quel corridoio era destinato all’Asia, mentre poco più del 10% andava in Europa. Per far fronte a questa crisi, a marzo l’IEA ha lanciato il più grande rilascio coordinato di scorte petrolifere della sua storia: 400 milioni di barili dai Paesi membri.
Che cosa significa “lockdown energetico”?
È importante delineare cosa si intende per “lockdown energetico”. Attualmente non esiste una definizione ufficiale adottata dai governi, ma piuttosto un termine giornalistico che si riferisce a misure straordinarie per proteggere i sistemi economici dagli shock su petrolio, gas e elettricità. Queste misure possono includere: il rilascio di riserve strategiche, tagli temporanei alle accise, deleghe sui prezzi, razionamenti, restrizioni all’export di prodotti energetici, e potenziamento dell’uso di fonti alternative come il carbone o il nucleare. L’IEA ha recentemente pubblicato un pacchetto di misure per contenere i consumi e attenuare lo shock sui consumatori.
