Matematica: divisioni in colonna a rischio abolizione in Germania, troppa difficoltà nelle scuole primarie.

Matematica: divisioni in colonna a rischio abolizione in Germania, troppa difficoltà nelle scuole primarie.

La docente Susanne Prediger, esperta in didattica della matematica presso l’Università Tecnica di Dortmund, evidenzia l’importanza di un approccio che non si limiti alla ripetizione di operazioni senza significato. “Se gli studenti devono costantemente ripetere operazioni aritmetiche senza realmente comprenderne il funzionamento, questo contribuisce notevolmente alla paura della matematica,” afferma Prediger.

La Bassa Sassonia non è l’unico land a confrontarsi con questa problematica. Anche altri stati tedeschi stanno valutando metodologie innovative per migliorare la performance degli studenti in matematica. Da diverse ricerche emerge chiaramente che una didattica attiva, in grado di coinvolgere maggiormente gli studenti, potrebbe portare a risultati inaspettati, trasformando la matematica da una “bestia nera” in una disciplina stimolante e interessante.

Tale approccio sarebbe in linea con le tendenze internazionali, dove si sta cercando di innovare l’insegnamento delle STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Ad esempio, programmi come il “Mathematics Mastery”, applicato nel Regno Unito, stanno mostrando risultati promettenti, portando ad un significativo miglioramento nelle competenze matematiche degli studenti. Cresce l’interesse verso metodi di insegnamento che non solo siano efficaci, ma che si adattino anche alle esigenze individuali degli studenti.

È fondamentale, quindi, riflettere su come l’insegnamento della matematica possa evolversi, integrando nuove metodologie e abbandonando pratiche obsolete che non soddisfano più le esigenze dei nostri giovani. Solo così potremo garantire che le future generazioni non solo comprendano la matematica, ma la apprezzino e la utilizzino come strumento nella loro vita quotidiana.

Per ulteriori informazioni su questo argomento, è possibile consultare risorse ufficiali come il Ministero dell’Istruzione tedesco e studi di settore provenienti da università rinomate.

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