Maternità in Italia nel 2025: un bilancio critico delle condizioni delle madri

Maternità in Italia nel 2025: un bilancio critico delle condizioni delle madri

La crisi demografica e la nascita tardi dei figli

I dati di Save the Children rivelano che nel 2024 l’Italia ha registrato un nuovo minimo storico di nascite, con circa 370.000 nuovi nati, un calo del 2,6% rispetto all’anno precedente, e una fecondità totale di appena 1,18 figli per donna — il livello più basso mai osservato nel Paese. In questo contesto, cresce anche l’età media al parto, che raggiunge i 32,6 anni, riflettendo ritardi e incertezze nelle scelte riproduttive di molte coppie italiane. La crisi demografica non è uniforme sul territorio: nel Sud e nelle Isole la diminuzione delle nascite è risultata particolarmente consistente.


Occupazione femminile, divari e penalizzazioni

Il rapporto sottolinea quanto profondamente la maternità incida sull’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. La partecipazione femminile, già bassa, peggiora significativamente dopo la nascita dei figli, in parte a causa della scarsa disponibilità di servizi di cura e dell’elevato onere dei carichi familiari. Mentre i padri mostrano tassi di occupazione elevati (oltre il 90%), per le madri la quota di occupazione diminuisce sensibilmente: dalle donne senza figli (circa il 68,9%) si passa a percentuali più basse tra quelle con figli minori, evidenziando una disparità strutturale. Questa penalizzazione si riflette anche nelle scelte di carriera: circa una donna su cinque lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio, una decisione spesso dovuta all’assenza di assistenza per l’infanzia e alla difficoltà di conciliare impegni lavorativi e familiari.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *