Milano manifesta solidarietà al popolo iraniano in una giornata di protesta e supporto.
La scena in Piazza della Scala ha visto una folta partecipazione di un gruppo eterogeneo. Irani, cittadini milanesi, ucraini, georgiani, venezuelani e rappresentanti della comunità ebraica e dei Russi Liberi si sono uniti. Gli iraniani hanno esposto i loro colori nazionali – verdi, bianchi e rossi – ma con il simbolo del leone con la spada invece di quello della repubblica teocratica, per sottolineare la loro opposizione al regime attuale senza fare riferimento alla monarchia deposta nel 1979.
Appelli alla mobilitazione e alla solidarietà
Negli ultimi giorni, aumenta il richiamo di Reza Pahlavi, il figlio dell’ex Shah dell’Iran, in esilio dalla rivoluzione del 1979. Le sue risonanti parole hanno mobilitato molti giovani, ora più che mai consapevoli dell’importanza di questa lotta. Une delle manifestanti, l’attivista Rayhane Tabrizi, ha esortato la folla a non usare la bandiera del regime nei loro post di sostegno, preferendo quella con il leone. Ha anche rivolto un appello ai rappresentanti politici italiani, chiedendo azioni concrete oltre alla presenza in piazza: “Il governo italiano deve interrompere i rapporti con la Repubblica islamica e richiedere giustificazioni per le esecuzioni.”
Un altro attivista, Ashkan Rostami, ha condiviso il suo pensiero enfatizzando l’importanza di rimanere uniti per la causa. “In questo momento non importa se sei monarchico o repubblicano; ciò che conta è combattere per la libertà e la dignità,” ha dichiarato. Ha anche auspicato un intervento chiaro da parte del governo italiano, ammonendo che gli iraniani potrebbero vincere anche senza il loro aiuto, ma il supporto sarebbe più che gradito.
