New York fa causa a Valve, definendo le loot box come “gioco d’azzardo essenziale”.

New York fa causa a Valve, definendo le loot box come “gioco d’azzardo essenziale”.

Il sistema di loot box di Valve consente agli utenti di acquistare chiavi per aprire questi contenitori, ricevendo in cambio oggetti virtuali selezionati in modo casuale. Successivamente, gli utenti possono vendere gli oggetti ottenuti nel mercato della comunità Steam o su marketplace di terze parti. Alcuni oggetti raramente ottenibili possono valere “migliaia di dollari”, come riportato nel ricorso. Tuttavia, l’accesso a queste loot box ha un costo: gli utenti devono pagare $2.49 più tasse per ogni accesso, e spesso ricevono premi di valore inferiore a quanto speso per la chiave.

Il ricorso fa inoltre notare che l’esperienza di apertura di una loot box in Counter-Strike 2 somiglia a quella delle macchine da gioco, creando ancora di più un paragonamento con il gioco d’azzardo tradizionale. Questo solleva preoccupazioni non solo per gli utenti adulti, ma anche per quelli più giovani, che possono cadere in dinamiche altamente suggestive e rischiose.

La questione ha attirato l’attenzione non solo locale, ma anche internazionale, con esperti di legislazione e diritti dei consumatori che prendono posizione. Le loot box sono sempre più sotto scrutinio da parte delle autorità di regolamentazione in tutto il mondo, con discussioni attive su come queste pratiche possano essere ritenute repliche digitali del gioco d’azzardo. Non è raro vedere paesi che stanno considerando di includere normative più severe riguardo alla vendita e promozione delle loot box.


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