Nuovo contratto scuola: impatti sul personale ATA e sul futuro dell’istruzione in Europa.

Nuovo contratto scuola: impatti sul personale ATA e sul futuro dell’istruzione in Europa.

Una Vittoria Importante, ma la Situazione in Europa

Analizzando il quadro europeo dal punto di vista di un collaboratore scolastico o di un assistente amministrativo italiano, emerge chiaramente che l’Italia rimane indietro in termini di welfare e retribuzione. Il personale ATA, fondamentale per il funzionamento delle scuole, è tra i meno pagati in Europa, nonostante le sue funzioni essenziali. La situazione è simile nel Sud Europa.

In Spagna e, in parte, in Francia, le differenze salariali non sono significative: gli stipendi sono solamente qualche decina o centinaio di euro superiori a quelli italiani, senza che ciò migliori realmente le condizioni di vita o il potere d’acquisto. Qui, il lavoro scolastico non docente è stabile ma poco valorizzato economicamente. Il divario più marcato emerge spostandosi nel Nord Europa. In Germania, nei Paesi Bassi e in Svezia, il personale tecnico e amministrativo guadagna tra il 30% e il 50% in più rispetto ai colleghi italiani. In questi paesi, il lavoro di supporto alla didattica è considerato una professionalità qualificata, meritevole di una retribuzione congrua.

Il Regno Unito occupa una posizione intermedia, con stipendi più elevati rispetto all’Italia, ma gravati da un costo della vita altrettanto alto.

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