Ocean Equity Index: misurare la giustizia marina per un futuro sostenibile.
Implicazioni e Sfide dell’Indice
La crescita delle attività economiche in mare negli ultimi decenni ha fatto emergere un dibattito sull’equità e la giustizia nei forum oceanici. Il linguaggio dell’equità è stato integrato nel quadro globale sulla biodiversità (GBF) firmato nel 2022 e nell’accordo sulla conservazione e uso sostenibile della biodiversità biologica marina nelle aree oltre la giurisdizione nazionale, raggiunto l’anno seguente. Tradurre questi impegni in risultati effettivamente equi rappresenta una sfida. Strumenti come il SAGE (site-level assessment of governance and equity) si sono dimostrati utili ma sono limitati a progetti specifici e necessitano di processi lunghi e complessi.
Blythe ha riferito che strumenti complessi sono stati spesso rifiutati dai gruppi, e l’obiettivo era quello di creare un indice utilizzabile senza la necessità di lunghe formazioni. La flessibilità dell’Ocean Equity Index è tale che può essere adattato anche per valutare trattati internazionali. Molti gruppi comunitari e aziende hanno manifestato interesse nell’indice, sottolineando la sua utilità fin dalle fasi di pianificazione di un’iniziativa.
