Ocean Equity Index: misurare la giustizia marina per un futuro sostenibile.
Dibattiti sull’Utilità dell’Indice
Non tutti sono d’accordo sull’efficacia dell’indice. Peter Jones, professore emerito di governance ambientale all’University College London, ha espresso riserve, sostenendo che il tema dell’equità è soggettivo, multidimensionale e complesso, rendendo difficile una valutazione basata su punteggi standardizzati. Jones ha aggiunto che le visualizzazioni dell’equità possono variare notevolmente tra le parti interessate, il che potrebbe compromettere la legittimità democratica dell’indice. Blythe ha riconosciuto queste preoccupazioni, specificando che l’indice dovrebbe essere integrato da analisi qualitative in profondità quando possibile. Essa sottolinea anche che permetterà di esplorare le diverse prospettive delle vari gruppi coinvolti in un progetto.
In sostanza, l’Ocean Equity Index si propone non solo di misurare l’equità, ma di stimolare un dialogo produttivo riguardo alle pratiche oceaniche, spostando l’attenzione su aree in cui le pratiche attuali possono essere migliorate. La speranza è che questo strumento possa fungere da “strumento di resistenza” per le comunità marginalizzate nell’ambito delle operazioni petrolifere e del gas offshore, contribuendo così a creare una maggiore consapevolezza e giustizia nella gestione delle risorse oceaniche.
Fonti ufficiali:
– Blythe, J. L. et al. (2026). “The Ocean Equity Index.” Nature.
– Jouffray, J. et al. (2020). “The blue acceleration: The trajectory of human expansion into the ocean.” One Earth.
– Jones, P. J. et al. (2024). “Incentive diversity is key to the more effective and equitable governance of marine protected areas.” Frontiers in Marine Science.
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