Olive data rivelano come i blocchi petroliferi minacciano le aree protette in Venezuela.
Investimenti Stranieri e l’Industria Petrolifera
Dopo la destituzione del presidente Nicolás Maduro, avvenuta all’inizio dell’anno, i funzionari di Caracas hanno cercato modi per incrementare la produzione di petrolio, approfittando anche di investimenti privati stranieri. Nel mese di febbraio, il Segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, ha visitato impianti operati da Chevron, evidenziando piani per sbloccare “l’enorme potenziale del Venezuela”. I nuovi contratti di fornitura dirigono il petrolio venezuelano verso le raffinerie statunitensi, mentre una nuova legge riformatrice dovrebbe attirare aziende petrolifere straniere con tasse più basse e incentivi vari.
Tuttavia, l’aumento della produzione potrebbe avere un impatto ambientale negativo, secondo molte associazioni di conservazione. In Venezuela, i blocchi petroliferi sovrappongono aree protette e le perdite rappresentano un problema noto da decenni. Eduardo Klein, professore di ecologia marina all’Università Simón Bolívar di Caracas, ha dichiarato: “Dal punto di vista ambientale, una reazione immediata senza investimenti nelle infrastrutture è quasi una formula certa per danni ambientali da sversamenti”.
