Perché gli eventi atmosferici estremi sono sempre più frequenti
La causa principale dell’aumento degli eventi atmosferici estremi è il riscaldamento globale. L’innalzamento delle temperature medie sulla Terra, dovuto soprattutto all’emissione di gas serra come anidride carbonica, metano e ossidi di azoto, modifica l’equilibrio dei sistemi climatici. L’aria più calda trattiene più umidità, aumentando la probabilità di piogge intense e temporali violenti. Allo stesso tempo, il riscaldamento degli oceani alimenta uragani e cicloni più potenti, in grado di generare venti fortissimi e ondate di piena devastanti.
Inoltre, il cambiamento climatico influenza anche la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni. Zone un tempo soggette a piogge regolari possono diventare più secche, mentre aree normalmente asciutte possono sperimentare piogge torrenziali. Questa alterazione del ciclo dell’acqua contribuisce a fenomeni estremi come alluvioni e siccità improvvise.
Impatti delle attività umane
Oltre al riscaldamento globale, altre attività umane amplificano la frequenza e l’intensità degli eventi estremi. L’urbanizzazione rapida e incontrollata, ad esempio, riduce la capacità del suolo di assorbire l’acqua, aumentando il rischio di allagamenti durante piogge intense. La deforestazione, invece, riduce la protezione naturale contro frane e smottamenti, rendendo i terreni più vulnerabili alle precipitazioni abbondanti.
Anche le emissioni industriali e i cambiamenti nell’uso del territorio contribuiscono al fenomeno. L’alterazione dei microclimi locali, combinata con l’effetto isola di calore urbana, aumenta la frequenza di ondate di calore nelle città e peggiora le condizioni di stress per le popolazioni.
