Perché si fermano le turbine eoliche: 5 motivi chiave da conoscere.
Il Settore delle Rinnovabili nel Regno Unito: Un Anno di Successi e Sfide
Il 2022 è stato un anno storico per il settore delle energie rinnovabili nel Regno Unito, segnato da approvazioni di progetto senza precedenti e da parchi eolici offshore che hanno fornito quasi il 17% della produzione totale di energia. In particolare, il 5 dicembre 2022 è stato registrato un record di produzione di elettricità da fonte eolica, raggiungendo i 23.825 megawatt, sufficienti ad alimentare oltre 23 milioni di abitazioni. Questi risultati sono emblematici dell’impegno del Regno Unito verso un futuro energetico più sostenibile.
Tuttavia, non mancano le problematiche legate all’ottimizzazione dell’energia generata. Secondo Octopus Energy, un’importante azienda del settore energetico britannico, l’anno scorso il Regno Unito ha sprecato ben 1,47 miliardi di sterline (circa 1,67 miliardi di euro) a causa della riduzione della produzione delle turbine eoliche e del ricorso alle centrali a gas. Questi costi sono aumentati, portando il totale a oltre 3 miliardi di sterline (3,44 miliardi di euro) per un quantitativo di energia equivalente a 24.643 MWh, sufficiente a rifornire tutta la Scozia per un giorno.
Il Problema dello Spreco Energetico in Inghilterra
La causa principale di questo spreco è legata alle fluttuazioni del vento: quando i venti sono troppo impetuosi, la rete elettrica britannica si trova a dover gestire un surplus di energia rinnovabile che non può essere utilizzato efficacemente. Octopus Energy spiega: «Ciò crea congestionamenti sulla rete elettrica, rendendo difficile per l’energia prodotta raggiungere i punti di consumo». Di conseguenza, il Regno Unito spende denaro per riattivare centrali a combustibili fossili, mentre le turbine eoliche rimangono spente. Questo metodo non solo è inefficiente, ma contraddice l’impulso verso una maggiore sostenibilità.
La soluzione proposta da Octopus Energy include una ristrutturazione del sistema tariffario, che ridurrebbe il costo dell’energia laddove l’offerta è abbondante. Ciò potrebbe rappresentare un uso più razionale degli “elettroni verdi”.
Negli ultimi anni, l’aumento vertiginoso dei costi energetici è diventato una preoccupazione crescente per molti britannici, accentuato dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia e dall’invasione dell’Ucraina. Le stime indicano che, a partire dal gennaio 2026, il costo annuo medio per una famiglia che utilizza energia “tipica” aumenterà a 1.758 sterline (2.016 euro).
Gillian Martin, ministra dell’Energia scozzese, ha definito l’attuale sistema energetico inglese “inadeguato”. La Martin ha dichiarato: “In un Paese ricco di energia come la Scozia, nessuno dovrebbe avere difficoltà a pagare le bollette o vivere in povertà energetica.”
Investimenti Necessari per il Futuro Energetico del Regno Unito
Per affrontare queste sfide, Octopus Energy suggerisce che un miglioramento dell’infrastruttura elettrica britannica possa contribuire significativamente a ridurre lo spreco di energia. Dal momento che la rete è stata progettata principalmente attorno al carbone, il passaggio al gas ha comportato l’installazione di nuove centrali sui siti delle vecchie centrali a carbone.
Ad oggi, il Regno Unito si trova nella difficile situazione di dover trasportare energia prodotta da impianti eolici, sia terrestri che offshore, e questo non risulta sempre semplice. La necessità di un investimento di circa 32,12 miliardi di euro potrebbe aiutare a migliorare la situazione. Recentemente, Ofgem, il regolatore dell’energia britannica, ha annunciato un pacchetto di finanziamenti per un valore di 17,8 miliardi di sterline (20,30 miliardi di euro), destinato a garantire che le reti del gas restino tra le più sicure e affidabili al mondo.
Oltre a ciò, 10,3 miliardi di sterline (11,82 miliardi di euro) saranno investiti nella rete di trasmissione elettrica, per migliorare la sua capacità e affidabilità.
La Situazione Energetica in Europa
Anche l’Europa fa fronte a simili sfide. Uno studio recente ha messo in evidenza che l’assenza di investimenti sufficienti nella rete energetica sta ostacolando il progresso verso l’elettrificazione. Il rapporto intitolato The State of European Power Grids: A Meta-Analysis sottolinea l’importanza di un’immediata espansione della rete per far fronte a colli di bottiglia e congestioni crescenti.
Per raggiungere il Net Zero entro il 2050, è necessaria una triplicazione della capacità eolica e solare, insieme a un aumento della domanda elettrica di oltre il 70%. Secondo il rapporto, i costi di gestione della congestione in Europa hanno raggiunto quasi i 9 miliardi di euro nel 2024, con quasi 72 TWh di energia, per lo più rinnovabile, lasciata inutilizzata a causa di inefficienze nella rete.
Gerhard Salge, Chief Technology Officer di Hitachi Energy, sottolinea l’urgenza di affrontare queste problematiche: “Man mano che integriamo e interconnettiamo, dobbiamo affrontare le sfide di capacità e complessità per garantire una rete sicura e sostenibile”. Salge insiste che “Le tecnologie esistono; è il momento di applicarle rapidamente e su larga scala”.
Per ulteriori informazioni su questo tema, consultate i report ufficiali di Ofgem e le analisi disponibili presso l’Unione Europea.
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