Perplexity abbandona la pubblicità mentre OpenAI esplora nuove strategie di monetizzazione.
La scelta di Perplexity di escludere la pubblicità la posiziona decisamente dalla parte anti-pubblicità in un mercato in evoluzione, dove le strategie su come monetizzare l’AI sono oggetto di un acceso dibattito. Le aziende come Perplexity sperano che i modelli di abbonamento possano risultare sufficienti a garantire il loro successo. Anche Anthropic ha scelto di mantenere il proprio chatbot, Claude, privo di pubblicità. D’altra parte, OpenAI ha abbracciato i modelli pubblicitari e ha iniziato a testare pubblicità con utenti gratuiti di ChatGPT.
Questo dibattito è uscito dall’ambito privato, approdando su palcoscenici pubblici, come dimostrato dalla campagna pubblicitaria di Anthropic, che ha lanciato spot mirati contro ChatGPT durante il Super Bowl. L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha definito queste pubblicità “disoneste”.
Il Futuro dell’Industria AI Senza Pubblicità
Il futuro dell’industria dell’intelligenza artificiale si presenta complesso, con un chiaro contrasto tra chi cerca di monetizzare attraverso la pubblicità e chi preferisce un approccio più diretto, focalizzato sulla fornitura di servizi premium. Perplexity e Anthropic rappresentano una nuova onda di aziende che potrebbero cambiare le aspettative degli utenti riguardo ai servizi AI, mirando a costruire un rapporto di fiducia piuttosto che a massimizzare il profitto a breve termine.
In questo scenario, la trasparenza diventa un elemento cruciale. Le aziende che si distaccano dal modello pubblicitario possono guadagnare la fiducia degli utenti, che sono sempre più consapevoli di come i loro dati vengano utilizzati e monetizzati. Gli utenti cercano esperienze che non solamente rispondano alle loro esigenze, ma che rispettino anche la loro privacy e integrità.
Il modello dell’abbonamento, utilizzato da Perplexity, permette una migliore previsione delle entrate e una maggiore stabilità rispetto ai flussi di reddito pubblicitario, che possono variare notevolmente. Questo approccio consentirebbe a queste aziende di investire maggiormente nello sviluppo tecnologico e nella ricerca, migliorando la qualità dei loro prodotti e servizi.
