Progetti di ricerca sui gemelli e la prevenzione cardiovascolare: Gemelli e Cattolica in prima linea

Progetti di ricerca sui gemelli e la prevenzione cardiovascolare: Gemelli e Cattolica in prima linea

Progetti di ricerca sui gemelli e la prevenzione cardiovascolare: Gemelli e Cattolica in prima linea

Innovazione nella Prevenzione Cardiovascolare

La lotta contro le malattie cardiovascolari è una priorità sanitaria mondiale, specialmente in Occidente, dove continuano a rappresentare la principale causa di morbilità e mortalità. Per affrontare questa sfida, sono stati avviati due importanti progetti di ricerca: CV Prevital e CVrisk-IT. Queste iniziative, promosse dalla Rete Cardiologica degli IRCCS con la partecipazione della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mirano a trasformare la prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso l’impiego della genomica e delle tecnologie di imaging.

Il Ruolo della Genomica e dell’Imaging

Il cuore delle iniziative CV Prevital e CVrisk-IT è la creazione di piani di prevenzione personalizzati e altamente efficaci. Attraverso un’analisi approfondita dei dati genomi e degli studi di imaging, i ricercatori intendono identificare precocemente i pazienti a rischio, permettendo interventi prima che le malattie si manifestino. Secondo il professor Lorenzo Menicanti, presidente della Rete Cardiologica degli IRCCS, “Questo studio ci permetterà di ottenere una comprensione più dettagliata del profilo di rischio della popolazione italiana”.

Il meeting annuale della Rete Cardiologica degli IRCCS, tenutosi a Roma, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra esperti. Qui, i medici del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari hanno discusso gli avanzamenti delle ricerche in corso, sottolineando la necessità di una strategia di prevenzione primaria più robusta.

I progetti, oltre a raccogliere dati su un campione significativo della popolazione, si avvalgono di un’applicazione di digital health, chiamata “App”. Questa strumento utilizza il profilo di rischio del paziente per fornire suggerimenti dietetici e di stile di vita, contribuendo a migliorare l’aderenza a regimi preventivi. Mentre il CV Prevital ha già analizzato i dati di 28.000 pazienti, il CVrisk-IT si focalizza sulla ridefinizione del rischio cardiovascolare, incorporando sia il rischio poligenico che informazioni derivate dall’imaging.

Il progetto CVrisk-IT prevede una randomizzazione dei pazienti in quattro gruppi di trattamento, ognuno dei quali usufruisce di approcci diversi per la valutazione del rischio, dalla semplice cura usuale a tecniche avanzate di imaging. Questo metodo innovativo è destinato a fornire una nuova classificazione del rischio, permettendo modifiche più agili e efficaci nella strategia di prevenzione.

Verso una Prevenzione Cardiovascolare 3.0

L’impatto di iniziative come CVrisk-IT non può essere sottovalutato. “L’analisi dei dati raccolti in questi studi ci consentirà di fornire preziose indicazioni al Ministero della Salute, influenzando le politiche sanitarie del paese”, afferma la professoressa Giovanna Liuzzo, direttrice della UOSD Sindromi Coronariche Acute. La possibilità di modificare le indicazioni sulla prevenzione e la terapia, in base a una classificazione del rischio più raffinata, rappresenta un passo avanti significativo verso una medicina sempre più personalizzata.

Il professor Francesco Burzotta, Ordinario di Cardiologia presso l’Università Cattolica, ha aggiunto: “La rete degli IRCCS cardiologici ci permetterà di analizzare i bisogni di salute in una fase preliminare, migliorando così la risposta della sanità italiana”. La sinergia tra istituzioni e l’ampia distribuzione geografica dei centri di ricerca rappresentano un vantaggio inestimabile per acquisire dati solidi e rappresentativi a livello nazionale.

Il professor Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, ha evidenziato l’importanza della ricerca applicata: “Progetti come CVrisk-IT sono esempi perfetti della nostra missione. Possiamo evitare il rischio di malattie e creare percorsi di prevenzione sempre più precisi e mirati”.

In sum, l’emergere di questi progetti segna un momento cruciale nella lotta contro le malattie cardiovascolari. Con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e un approccio scientifico multidimensionale, COVID-19 potrebbe vedere una riduzione significativa nel numero di casi gravi e mortalità associata.

Per ulteriori informazioni, è possibile visitare i siti ufficiali della Fondazione Policlinico Gemelli e Ministero della Salute.

– Foto ufficio stampa Policlinico Gemelli –(ITALPRESS)

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