Proroga del Prezzario regionale incomprensibile senza adeguamenti: CNA Sicilia esprime preoccupazione.
La situazione è ulteriormente complicata dalla instabilità geopolitica che imperversa in Medio Oriente. “Le rinnovate tensioni legate al conflitto in Iran stanno avendo impatti significativi sui costi energetici. Il prezzo del petrolio è in forte risalita”, spiega la CNA. Tale incremento si riflette in tutti i costi di gestione dei cantieri, dal carburante ai materiali usati per le opere.
Il Ciclo Viziato dei Costi crescenti
Questa tensione provoca un effetto domino sulle spese operative, con previsti aumenti a cascata su diverse voci di costo, inclusi i materiali plastici e i componenti lavorati. “In questo clima, il prezzario bloccato non può assorbire il peso di tali incrementi”, aggiunge l’associazione. Un challenge che complica ulteriormente la situazione contrattuale: dal 2025, è previsto un primo adeguamento salariale per i lavoratori del settore. “A marzo 2026 sarà introdotto un secondo adeguamento”, evidenzia la CNA.
La combinazione di costi crescenti per il lavoro e per le materie prime, insieme alla stagnazione dei prezzi di riferimento, crea una contraddizione che mette a rischio la sostenibilità degli appalti. “Rischiamo una paralisi del settore, con molte aziende che potrebbero non essere in grado di operare in modo profittevole”, ammonisce la CNA Sicilia.
