“Pulcini: la sorprendente connessione tra suoni e forme nel loro linguaggio”

“Pulcini: la sorprendente connessione tra suoni e forme nel loro linguaggio”

“Pulcini: la sorprendente connessione tra suoni e forme nel loro linguaggio”

L’effetto Bouba-Kiki: quando i suoni prendono forma

In psicologia cognitiva uno dei fenomeni più studiati è il cosiddetto effetto Bouba-Kiki, un curioso meccanismo che spinge le persone ad associare spontaneamente determinati suoni a specifiche forme. A prescindere da lingua e cultura, la maggior parte degli individui collega la parola inventata “Kiki” a figure spigolose e appuntite, mentre “Bouba” richiama immagini morbide e arrotondate.

Le ricerche suggeriscono che questa corrispondenza tra suono e forma possa affondare le radici in processi percettivi molto precoci. Studi condotti su bambini in età neonatale indicano che tale associazione potrebbe avere una base innata, anche se non si esclude che l’esposizione multisensoriale fin dai primi giorni di vita contribuisca a rafforzarla rapidamente.

Il test sui pulcini: un effetto oltre l’uomo

Un recente studio pubblicato su Science ha esteso l’analisi dell’effetto Bouba-Kiki ad altre specie. I ricercatori dell’Università di Padova hanno verificato se anche pulcini appena nati fossero in grado di collegare suoni e forme. La ricerca, intitolata “Matching sounds to shapes: Evidence of the Bouba-Kiki effect in naïve baby chicks”, ha coinvolto esemplari nei primissimi giorni dopo la schiusa, controllando con attenzione ogni possibile esperienza precedente.


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