“Pulcini: la sorprendente connessione tra suoni e forme nel loro linguaggio”

“Pulcini: la sorprendente connessione tra suoni e forme nel loro linguaggio”

Nella fase iniziale, i pulcini di tre giorni sono stati addestrati a evitare un pannello con una forma ambigua — composta da elementi sia curvi sia angolari — preferendone uno neutro, associato a una ricompensa alimentare. In questo modo i ricercatori hanno potuto valutare le successive scelte senza interferenze esterne.

Successivamente sono stati presentati due pannelli distinti: uno con contorni arrotondati e uno con linee spigolose. Durante 24 prove per ciascun soggetto, venivano riprodotti alternativamente i suoni “Bouba” e “Kiki”. I risultati sono stati chiari: in presenza di “Kiki” i pulcini tendevano ad avvicinarsi alla figura appuntita, mentre con “Bouba” prediligevano quella tondeggiante.

Un protocollo sperimentale rigoroso

Le ricercatrici Maria Loconsole, Silvia Benavides-Varela e Lucia Regolin hanno progettato l’esperimento tenendo conto di tre variabili fondamentali: lo sviluppo precoce (test entro 24 ore dalla nascita), l’assenza di interazioni sociali precedenti e l’eliminazione di qualunque forma di addestramento linguistico.

Dopo la schiusa, ogni pulcino veniva collocato in un’arena con uno schermo che mostrava per mezz’ora una figura dai contorni misti, per favorire una familiarizzazione visiva. Solo in seguito venivano introdotti i test con le forme associate ai suoni. Gli animali potevano muoversi liberamente e dimostrare la loro preferenza, che si è rivelata coerente con l’associazione suono-forma osservata negli esseri umani.


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