Ricursive Intelligence: raccolti 335 milioni di dollari con una valutazione di 4 miliardi in 4 mesi.
Il loro strumento sfrutta anche modelli linguistici di grande dimensione (LLM) e gestirà ogni fase del processo, dalla disposizione dei componenti alla verifica del design. Qualsiasi azienda che produce elettronica e necessita di chip rappresenta un cliente potenziale. Se questo approccio si dimostrerà efficace, Ricursive potrebbe giocare un ruolo chiave nel raggiungimento dell’intelligenza artificiale generale (AGI).
Il vero obiettivo è progettare chip per l’IA stessa, consentendo all’IA di sviluppare le proprie architetture. “I chip sono il carburante per l’IA,” afferma Goldie. “Credo che costruendo chip più potenti possiamo avanzare questa frontiera.” Mirhoseini evidenzia anche come il lungo processo di design sia una barriera alla velocità di evoluzione dell’IA, affermando che l’accelerazione delle progettazioni può provocare un’evoluzione simultanea dei modelli e dei chip che li alimentano.
Questo approccio garantirà una maggiore efficienza hardware, limitando il consumo delle risorse mondiali. “Potremmo progettare un’architettura informatica particolarmente adatta a erogare alte prestazioni e migliorare il costo totale di proprietà,” sottolinea Goldie.
Nonostante la giovane età della startup, i fondatori affermano di aver ricevuto interesse da parte di tutti i grandi nomi nel settore della produzione di chip. Non sorprende, quindi, che abbiano a disposizione numerose opzioni come partner di sviluppo.
Fonti: TechCrunch, Wired.
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