Riforma degli istituti tecnici: il CSPI esprime parere positivo sulla nuova proposta.
Nonostante gli aspetti positivi, il CSPI ha rivolto una critica severa alla tempistica del provvedimento, segnalando un “forte ritardo” nell’emanazione del decreto. La tempistica è particolarmente problematica poiché coincide con fasi avanzate di orientamento e iscrizioni per l’anno scolastico. Secondo il Consiglio, riforme di questa portata avrebbero dovuto essere comunicate con maggiore anticipo, per consentire a docenti e dirigenti di riflettere adeguatamente sulle nuove metodologie e sui quadri orari.
Le lacune tecniche e le preoccupazioni sul personale
Le lacune tecniche emerse nel parere sono significative. Fino ad ora, mancano due elementi fondamentali: le “Linee guida” necessarie per il passaggio al nuovo ordinamento e la tabella di corrispondenza tra le discipline insegnate e le classi di concorso per i docenti. Questi aspetti richiedono di essere affrontati con urgenza, poiché la loro assenza potrebbe confondere ulteriormente il già complesso sistema educativo.
Sul fronte del personale, il CSPI ha espresso preoccupazioni riguardo alla determinazione degli organici e alla disponibilità di risorse. Nonostante il potenziamento della metodologia CLIL sia un elemento positivo, non sono state previste risorse specifiche dedicate a questa nuova impostazione. Gli organici, quindi, rimangono vincolati alla legislazione attuale, creando incertezze per il futuro. Inoltre, l’accorpamento di diverse discipline scientifiche in un’unica area didattica solleva ulteriori interrogativi sull’innovazione necessaria per affrontare efficacemente tali cambiamenti.
