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Il Light Phone III rappresenta invece un approccio molto diverso. Le sue funzionalità si limitano a messaggi, chiamate e alcune funzioni connesse come calendario e navigazione. Durante il salone, ho parlato con il cofondatore e CEO di Light, Kaiwei Tang, che da un decennio lavora alla creazione di telefoni minimalisti. Tang riferisce che il 50% della sua clientela utilizza il telefono come dispositivo principale, mentre l’altra metà lo considera un complemento al proprio smartphone completo. Secondo lui, la domanda sta crescendo. “Negli ultimi 10 anni siamo cresciuti ogni anno, nonostante non avessimo alcun budget di marketing”, afferma.
Ma c’è una domanda fondamentale: la risposta a “voglio una pausa dal mio telefono” è… un altro telefono? Ci sarà un giorno in cui questa tecnologia sarà rappresentata da un paio di occhiali, smartwatch o auricolari controllati vocalmente? Anche se Tang riconosce l’appeal di un dispositivo privo di schermo, non crede sia realistico nel breve termine. “Amo l’interfaccia vocale,” dice, “credo possa essere il futuro, ma non ci siamo ancora.” E aggiunge che abbiamo ancora bisogno di metodi discreti di input; un piccolo schermo da portare in giro sembra essere l’unico approdo raggiunto fino ad ora.
Un approccio alternativo è integrare il telefono minimalista all’interno del tuo smartphone principale. Questo presenta ovvie problematiche; se è solo una modalità di focus o un’app, ci sarà quasi sicuramente un modo semplice per disattivarla rapidamente e ricadere nelle abitudini social. Il più recente dispositivo di Fairphone presenta un’idea innovativa: uno switch fisico sul lato del telefono che attiva un “momento” personalizzabile, accessibile solo dalle app che hai selezionato e da poche sole persone che possono contattarti. Lo slider fisico aggiunge un po’ di resistenza rispetto alla semplice attivazione e disattivazione della modalità focus.
