Sigmoidoscopia rigida e flessibile: procedure, differenze e benefici diagnostici essenziali
Qual è la differenza tra sigmoidoscopia rigida e flessibile?
La sigmoidoscopia rigida e quella flessibile presentano diverse differenze importanti. La sigmoidoscopia flessibile utilizza uno strumento morbido e flessibile che permette una migliore manovrabilità, riducendo il disagio per il paziente. In confronto, la sigmoidoscopia rigida impiega uno strumento rigido, più limitato nei movimenti e meno tollerabile.
Tra le differenze chiave si possono evidenziare:
- Disagio: la sigmoidoscopia rigida può causare una sensazione di fastidio maggiore rispetto alla procedura flessibile.
- Durata: la sigmoidoscopia rigida tende ad essere più lunga da eseguire.
- Tolleranza: la sigmoidoscopia flessibile è meglio tollerata dal paziente.
- Biopsie: la flessibile consente un’agevole acquisizione di campioni per esami istologici.
- Campo di vista: la rigida fornisce una visione limitata a parte del retto e colon, mentre la flessibile può esplorare una zona più estesa, fino al colon discendente.
Cos’è la sigmoidoscopia e a cosa serve?
La sigmoidoscopia è un esame endoscopico che consente di visualizzare la parte inferiore dell’intestino crasso, ovvero il retto e la parte inferiore del colon. Questa procedura è generalmente breve, con una durata di circa 5-10 minuti. Viene impiegata soprattutto per la diagnosi precoce di malattie intestinali quali polipi, colite, infiammazioni, tumori rettali e colonici.
Lo strumento utilizzato è chiamato sigmoidoscopio e si suddivide in due tipologie:
- Sigmoidoscopio rigido: breve (circa 25 cm), consente di esaminare fino a circa 20 cm del retto e del colon.
- Sigmoidoscopio flessibile: composto da fibra ottica, con una lunghezza fino a 60 cm, permette di esplorare fino al colon discendente.
La sigmoidoscopia viene utilizzata per diagnosticare vari disturbi intestinali, è particolarmente raccomandata in presenza di sintomi sospetti per tumore del colon-retto o per valutare l’interno del colon prima di procedure chirurgiche o biopsie.
Quando è consigliata la sigmoidoscopia rigida?
La sigmoidoscopia rigida viene indicata nelle seguenti situazioni:
- Presenza di sintomi che possono suggerire un tumore del colon o del retto.
- Prima di interventi chirurgici a livello anale o colonico.
- Per eseguire biopsie di patologie localizzate raggiungibili dallo strumento.
- Per valutare la lunghezza di tumori del retto in rapporto all’apertura anale.
- Come tecnica di controllo in caso di torsione anomala del colon (volvolo del sigma).

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Quando evitare la sigmoidoscopia rigida?
Esistono situazioni in cui la sigmoidoscopia rigida è controindicata o necessita particolare attenzione:
Controindicazioni assolute:
- Perforazione sospetta o accertata dell’intestino.
- Stenosi anale che impedisce il passaggio dello strumento.
Controindicazioni relative:
- Peritonite acuta.
- Patienti molto ansiosi o agitati, poco collaborativi.
- Patologie infiammatorie acute anali.
- Interventi chirurgici recenti al colon.
- Colite fulminante o megacolon tossico.
- Fessure anali estese.
- Coagulopatie gravi e trombocitopenia severa.
- Neutropenia grave.
La valutazione medica è fondamentale per decidere se procedere o meno con questo esame e per scegliere la tecnica più indicata in base allo stato clinico del paziente.
Come prepararsi alla sigmoidoscopia rigida?
La sigmoidoscopia rigida può essere effettuata in ambito ospedaliero o ambulatoriale. È importante seguire alcune indicazioni preparatorie per facilitare l’esame:
- Adottare una dieta liquida per 24 ore prima della procedura.
- Procedere a un’evacuazione intestinale completa la sera prima o la mattina stessa tramite clistere o lassativi potenti.
- Comunicare al medico la storia clinica dettagliata, soprattutto in merito ad allergie o farmaci assunti.
Questi accorgimenti consentono di ottenere una visione ottimale e ridurre possibili complicanze.
