Sigmoidoscopia rigida e flessibile: procedure, differenze e benefici diagnostici essenziali

Sigmoidoscopia rigida e flessibile: procedure, differenze e benefici diagnostici essenziali

Cosa succede durante la sigmoidoscopia rigida?

L’esame viene in genere eseguito senza anestesia. Il paziente viene posizionato sul fianco, e il medico effettua un’esplorazione digitale anale iniziale per identificare eventuali anomalie. Successivamente viene inserito lentamente lo strumento lubrificato nel canale anale.

Durante la procedura, l’aria viene insufflata per distendere il colon e migliorare la visione della mucosa. Al termine, il sigmoidoscopio viene rimosso delicatamente e l’area anale pulita.

La procedura può causare un certo fastidio, ma in generale non è dolorosa. In caso di dolori eccessivi, è importante avvisare immediatamente il medico.

Dopo la sigmoidoscopia si possono riprendere normalmente le attività quotidiane. È possibile avvertire gonfiore, crampi addominali e rilasciare gas accumulati durante l’esame. Possono anche comparire diarrea o lievi perdite di sangue rettale.

È necessario contattare il medico rapidamente se si manifestano sintomi quali:

  • Dolore addominale intenso o persistente.
  • Sanguinamento rettale abbondante.
  • Febbre o brividi.
  • Difficoltà o impossibilità ad evacuare.

La corretta gestione post-procedura contribuisce a prevenire complicanze e a favorire il recupero.

Fonti ufficiali e approfondimenti:

Le notizie riguardanti sintomi e cure riportate su blog.it vengono esposte a titolo informativo. Nel caso, voi o i vostri cari, soffriate di una delle patologie da noi trattate vi invitiamo a contattare il vostro medico curante..

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