Sud in ripresa: è tempo di rendere strutturale la crescita entro il 2025.

Sud in ripresa: è tempo di rendere strutturale la crescita entro il 2025.

Inoltre, le autorizzazioni uniche rilasciate nella ZES dimostrano il successo di un modello vincente che si basa sulla semplificazione. All’inizio del 2026, il numero di autorizzazioni ha superato mille, generando circa 6 miliardi di investimenti diretti e oltre 17.000 posti di lavoro. Questi dati non includono gli effetti indiretti e il moltiplicatore, che aumentano notevolmente l’impatto economico. Il PNRR si conferma un’altra leva cruciale per il Sud, dove oltre 110.000 progetti sono in fase di attuazione. Tuttavia, si segnalano criticità nella gestione: dei fondi assegnati, sono stati liquidati solo 14,5 miliardi di euro, con un tasso di pagamento del 27%, inferiore a quello delle regioni Centro-Nord.

La programmazione 2014-2020 della politica di coesione si è conclusa in modo positivo, con il raggiungimento di tutti gli obiettivi di spesa. Tuttavia, per la programmazione 2021-2027 il livello di avanzamento risulta ancora ridotto, nonostante la revisione di metà periodo sia già consolidata.

Il Check-up Mezzogiorno evidenzia un chiaro cambiamento nelle traiettorie di crescita del Sud, che ha registrato un aumento del PIL del +7,7% tra il 2019 e il 2024, circa due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Un Mezzogiorno più forte è un fattore chiave di competitività per l’intero Paese. In un contesto geoeconomico nuovo, il Sud può essere valorizzato come hub produttivo, infrastrutturale ed energetico, a beneficio dell’Italia.

Fonti: Confindustria, SRM (Centro Studi Intesa Sanpaolo).

(ITALPRESS).

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