Suno: un incubo per i diritti musicali con cover AI di scarsa qualità.

Suno: un incubo per i diritti musicali con cover AI di scarsa qualità.

Un’altra funzionalità di Suno consente di aggiungere voci generando testi o digitando parole in un apposito box. Il sistema dovrebbe, in teoria, bloccare qualsiasi contenuto protetto da copyright. Tuttavia, lievi variazioni nel testo possono aggirare la protezione. Ad esempio, ho avuto successo nel modificare alcune parole di “Freedom”, alterando frasi per superare il filtro. La voce generata riesce a imitare molto bene l’originale, creando versioni leggermente diverse di artisti come Ozzy e Beyoncé.

È preoccupante notare che anche artisti indipendenti potrebbero non trovare protezione. Durante i miei test con il modello v5, ho scoperto che una delle mie canzoni ha superato il filtro di copyright di Suno senza alcuna modifica. Ho riscontrato perdite anche con tracce di artisti come Matt Wilson e Charles Bissell, suggerendo che artisti di etichette più piccole o che si autoproducono sono particolarmente vulnerabili.


Il risultato di questi cover basati su AI ricade nell’inquietante “valle inquietante”. Anche se i brani originali sono riconoscibili, la loro esecuzione manca di vita e dinamicità. Anche se la voce generata da AI risulta sorprendentemente precisa, manca di sfumature, rendendo il prodotto finale un’imitazione distante dall’originale. Le strumentazioni tendono a cancellare le scelte artistiche interessanti dell’originale o a emularle in modi piatti e privi di personalità.

Suno, inoltre, sembra monitorare i brani solo al momento del caricamento; non sono evidenti controlli sui risultati per possibili violazioni di copyright. Questo rappresenta una fuga facile per i trasgressori che vogliono monetizzare i brani creati con Suno senza pagare le royalties agli autori originali. La situazione è particolarmente critica per gli artisti indipendenti.

Un caso recente ha coinvolto l’artista folk Murphy Campbell, che ha visto alcune sue canzoni caricate come cover AI su Spotify. Da lì, la distribuzione dei brani ha originato un convolgimento di rivendicazioni di copyright, creando ulteriori confusione. È emerso che le canzoni coinvolte erano in realtà di pubblico dominio, ed i diritti sono stati prontamente restituiti a seguito di una campagna sui social da parte dell’artista.

Suno è solo un ingranaggio di un sistema che presenta evidenti problematiche.


Piattaforme come Spotify, Deezer e Qobuz hanno adottato misure per combattere il fenomeno delle imitazioni AI. Un portavoce di Spotify ha dichiarato di prendere sul serio la protezione dei diritti degli artisti e di attuare diversi approcci per evitare caricamenti non autorizzati. Tuttavia, non esiste un sistema infallibile e contrastare il diluvio di contenuti generati da intelligenza artificiale come quelli di Suno rappresenta una sfida ardua e in continua evoluzione.

In conclusione, Suno rappresenta solo una parte di un ecosistema più ampio, nel quale gli artisti trovano poco ricorso. Le band possono richiedere la rimozione di brani falsi, ma risulta più difficile indagare sulla loro origine o sul fallimento dei filtri di Suno. Fino ad oggi, la risposta della piattaforma si è limitata al silenzio.

Fonti ufficiali:

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