Tensioni a Genova: scontri al corteo dei lavoratori ex Ilva, presidio chiuso a Brignole.

Tensioni a Genova: scontri al corteo dei lavoratori ex Ilva, presidio chiuso a Brignole.

“È fondamentale che lo Stato entri in questa gara – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis – affinché, nel caso in cui dovesse andare deserta, ci possa essere una continuità produttiva. Questo permetterebbe di mantenere attrattivi gli stabilimenti e di evitare una guerra tra poli del Nord e quelli di Taranto”. Le parole della sindaca si sono fatte sentire con forza all’inizio del corteo. “Domani andremo a Roma non solo per richiedere le 45.000 tonnellate promesse, che dovrebbero garantire la produzione fino alla fine di febbraio, ma anche per chiedere che questa vertenza venga elevata a un tavolo superiore. Non abbiamo ricevuto le risposte necessarie”, ha aggiunto.

La tensione in questo momento è palpabile, e i manifestanti sono determinati a farsi sentire. I dipendenti delle acciaierie si sono uniti in una battaglia che non riguarda solo il loro futuro, ma quello dell’intero settore metalmeccanico, che si sta trovando a fronteggiare sfide considerevoli.

Fonti ufficiali segnalano l’importanza della questione, con il settore che sta cercando soluzioni per evitare una crisi occupazionale. La situazione di instabilità generale e gli strascichi dell’epidemia di COVID-19 hanno reso il contesto ancora più difficile. Le promesse di approvvigionamenti e di dialogo con il Governo sono viste dai lavoratori come passi fondamentali per la salvaguardia dei posti di lavoro.


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