Viaggi d’affari in Italia: necessità di internazionalizzazione nel mercato attuale.
Cisalpina Tours International (CTI) si conferma partner strategico per le aziende italiane, presentando al panel dell’Osservatorio Business Travel 2026 i risultati di un mercato in fase di rallentamento, influenzato da tensioni geopolitiche e politiche commerciali protezionistiche. Mentre il business travel in Italia mostra segni di crisi, CTI registra una crescita significativa, con un aumento del travel value a 640 milioni nel 2025 e un incremento del numero di clienti. Si evidenzia anche la necessità di affrontare il Duty of Care, con molte aziende ancora poco informate sulla loro compliance. Garcea sottolinea l’importanza della sicurezza dei dipendenti durante i viaggi.
Cisalpina Tours International: Crescita e Sfide nel Business Travel 2026
MILANO (ITALPRESS) – Con la presentazione dell’Osservatorio Business Travel 2026, Cisalpina Tours International (CTI) si conferma partner strategico delle aziende italiane, rappresentata dal Chief Commercial & Operations Officer, Giorgio Garcea, in un panel che analizza l’andamento dei viaggi d’affari in Italia. I dati rivelano un rallentamento del business travel nel 2025, influenzato da dazi, tensioni geopolitiche e politiche commerciali protezionistiche, che hanno spinto le aziende a optare per trasferte locali o verso Paesi meno problematici. Gli analisti segnalano, tuttavia, un picco di viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre del 2025, probabilmente a causa della chiusura di contratti prima dell’entrata in vigore di nuove tariffe doganali.
Nel contesto di un mercato complesso, CTI mostra risultati sorprendentemente positivi. Dagli 300 milioni di euro di travel value nel 2015, la società ha raggiunto 640 milioni nel 2025, operando già in 9 Paesi. Questa crescita si traduce in un aumento del 6,8% dei volumi e del 7,9% delle transazioni, supportata da un incremento del 27% nella base clienti e un retention rate del 98%. Le aziende clienti evidenziano una maggiore attenzione al budget, mantenendo comunque la frequenza delle trasferte: le utility rappresentano il 29%, seguite da trasporti e logistica al 25% e servizi al 16%.
Giorgio Garcea rileva come le aziende stiano viaggiando con una maggiore consapevolezza. Mentre i top manager e i tecnici viaggiano più frequentemente, il middle management pianifica le trasferte in modo più attento, ottimizzando i costi. La strategia per il 2026 prevede di espandere ulteriormente la presenza internazionale, così come lo sviluppo di servizi Premium e VIP Concierge per arricchire l’esperienza di viaggio dei business traveller. CTI prevede un incremento del travel value del 6%.
Un altro aspetto critico messo in luce dall’Osservatorio è il Duty of Care, con il 45% delle aziende che ne ha una conoscenza parziale o inesistente. Solo il 45% è consapevole di disporre di una travel policy conforme alle normative vigenti. Garcea sottolinea l’importanza della protezione dei dipendenti in viaggio, che non è solo un dovere morale, ma un investimento strategico. Con un aumento del 36% delle trasferte verso destinazioni a rischio dopo il Covid, la consapevolezza e la prevenzione diventano priorità decisionali per le imprese.
CTI e l’andamento del Business Travel in Italia: Crescita e Sfide Future
MILANO (ITALPRESS) – Durante la presentazione dell’Osservatorio Business Travel 2026, Cisalpina Tours International (CTI) ribadisce il suo ruolo di partner strategico per le aziende italiane. Giorgio Garcea, Chief Commercial & Operations Officer di CTI, partecipa a un panel per analizzare l’evoluzione dei viaggi di lavoro nel nostro Paese. I dati dell’Osservatorio evidenziano un rallentamento nel business travel italiano per il 2025, influenzato da dazi, tensioni geopolitiche e politiche commerciali protezionistiche. Di conseguenza, molte aziende optano per trasferte locali o verso nazioni con minori criticità. Gli analisti segnalano un aumento dei viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2025, probabilmente per chiudere contratti prima dell’entrata in vigore di nuove tariffe doganali.
Nonostante un mercato complesso, CTI mostra risultati incoraggianti. Nel 2015, il travel value della società era di 300 milioni di euro; nel 2025, questo valore è salito a 640 milioni, con operazioni in 9 Paesi. I dati indicano una crescita del 6,8% nei volumi e del 7,9% nelle transazioni, supportati da un aumento del 27% nella clientela e un retention rate dell’98%. Le aziende clienti manifestano una crescente attenzione alla spesa, mantenendo però un’adeguata frequenza di trasferte, con il settore utilities che rappresenta il 29%, seguito da trasporti e logistica (25%) e servizi (16%).
Secondo Garcea, i dirigenti oggi viaggiano con maggiore consapevolezza, ottimizzando i costi. Le aziende stanno pianificando di espandere ulteriormente la loro presenza internazionale nel 2026, con l’obiettivo di incrementare il travel value del 6%. Inoltre, CTI prevede l’introduzione di servizi Premium e VIP Concierge per migliorare l’esperienza dei viaggiatori d’affari, offrendo soluzioni personalizzate.
Un altro aspetto cruciale emerso dall’Osservatorio riguarda il Duty of Care, con il 45% delle aziende che conosce poco o nulla l’argomento. Solo la metà delle aziende risulta consapevole di avere una travel policy conforme alla legislazione vigente. Garcea sottolinea l’importanza di proteggere i dipendenti durante i viaggi, considerandolo non solo un obbligo legale, ma un investimento strategico. Con un aumento del 36% nelle trasferte verso destinazioni a rischio nel periodo post-Covid, è fondamentale migliorare consapevolezza e prevenzione tra le aziende.
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