58 lavoratori irregolari scoperti a Treviso negli ultimi sei mesi
La Guardia di Finanza di Treviso ha effettuato numerosi interventi durante il mese di luglio, rilevando irregolarità lavorative in diverse attività economiche. Scoperti 17 lavoratori “in nero” e 41 con orari non conformi ai contratti, di cui 4 senza permesso di soggiorno. Sono state sequestrate 8 laboratori e denunciati 15 titolari di imprese per “caporalato”. 128 macchinari e 132 banchi da lavoro sono stati sequestrati. Inoltre, 4 aziende sono state sospese per rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. Sono stati accertati anche gravi reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Lotta al lavoro nero e sfruttamento: le azioni della Guardia di Finanza di Treviso
La Guardia di Finanza di Treviso ha condotto numerose operazioni a partire dal mese di luglio, portando alla luce situazioni di irregolarità lavorativa. Nello specifico, sono stati individuati 17 lavoratori impiegati “in nero” e 41 che, sebbene fossero regolarmente assunti, prestavano la propria opera in orari non conformi ai contratti. Di questi, quattro risultavano essere senza permesso di soggiorno, con tre di loro destinatari di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale.
Durante le attività di controllo, sono state esaminate diverse tipologie di attività economiche tra cui settori agroalimentari, vitivinicoli, della ristorazione e della manifattura. In particolare, durante un’ispezione presso un laboratorio tessile sono emerse situazioni di “caporalato”, che sono state immediatamente sanzionate. Complessivamente, sono stati sequestrati 8 laboratori e denunciati 15 titolari di imprese coinvolte.
Inoltre, sono stati sequestrati 128 macchinari e 132 banchi da lavoro, con l’applicazione di vincoli cautelativi. L’azione delle autorità competenti ha portato alla sospensione dell’attività in quattro aziende a causa dell’elevato rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori. Successivamente, sono stati individuati gravi reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e all’esternalizzazione illecita di manodopera, che sono stati puniti a norma di legge.
Risultati operazione della Guardia di Finanza di Treviso
La Guardia di Finanza di Treviso ha condotto diversi interventi nel mese di luglio, portando alla scoperta di gravi irregolarità nel settore del lavoro. Durante tali operazioni sono stati individuati 17 lavoratori completamente “in nero” e 41 che, pur regolarmente assunti, non rispettavano gli orari contrattuali. Di questi, quattro lavoratori risultavano privi di permesso di soggiorno, con tre di loro subito espulsi dal territorio. È emerso che in alcuni casi si trattava di situazioni di caporalato.
In particolare, durante un controllo presso un laboratorio tessile sono state riscontrate attività illegali legate al caporalato. Sono stati sequestrati 8 laboratori e denunciati 15 titolari di imprese coinvolte. Sono stati inoltre sequestrati 128 macchinari e cautelati 132 banchi da lavoro. L’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha anche disposto la sospensione dell’attività per le aziende con maggiori rischi per i lavoratori.
Le indagini successive agli interventi hanno portato all’accertamento di gravi reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e all’illegale esternalizzazione della manodopera. Questi risultati evidenziano la necessità di maggiori controlli nel settore del lavoro per garantire la sicurezza e la legalità delle pratiche aziendali. La Guardia di Finanza continuerà a vigilare per contrastare fenomeni di sfruttamento e illegalità sul territorio.’
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