Intesa Sanpaolo, Messina: crescita potenziata e maggiore rispetto per le banche in Italia
Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, sottolinea l’importanza strategica per l’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea, riducendo il deficit sotto il 3% del PIL. Questo passo consentirà al governo di intervenire sulle disuguaglianze sociali, mentre il settore bancario continuerà a giocare un ruolo cruciale nella stabilità economica del Paese. Messina difende il contributo delle banche, evidenziando la necessità di considerarle come una risorsa e non come un peso fiscale eccessivo. Evidenzia inoltre la necessità di incentivi pubblici per sostenere gli investimenti e di semplificare la burocrazia per favorire la crescita economica dell’Italia.
Carlo Messina: il ruolo strategico delle banche per la crescita e la stabilità economica italiana
MILANO – Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha espresso in una lunga intervista a Il Sole 24 Ore l’importanza prioritaria per l’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea. Questo traguardo si tradurrebbe nel ritorno del deficit pubblico sotto il 3% del PIL, offrendo al governo risorse sufficienti per affrontare le profonde disuguaglianze sociali presenti nel Paese.
Messina ha evidenziato il contributo significativo che le banche possono fornire al risanamento dei conti pubblici. Pur riconoscendo i benefici derivanti dai tassi di interesse elevati negli ultimi anni, ha sottolineato come le banche siano pronte a cooperare per il bene comune. Grazie agli interventi messi in atto dal governo, il miglioramento strutturale dell’economia porterà vantaggi anche al settore bancario, che però non va visto come un elemento da “mettere sotto scacco”, ma come un pilastro fondamentale dell’economia italiana ed europea. Le banche e le assicurazioni rappresentano ruoli chiave per la stabilità dei conti pubblici e per il sostegno alla comunità.
Il CEO di Intesa Sanpaolo ha posto l’accento sul valore delle banche come risorse preziose, invitando a non indebolirle. L’istituto stesso sostiene fortemente la coesione sociale, destinando nei prossimi anni 1,5 miliardi di euro degli utili alla lotta contro le disuguaglianze. A suo avviso, il Paese necessita di una crescita più robusta, non solo grazie agli interventi del PNRR, ma anche attraverso incentivi pubblici per gli investimenti aziendali, snellimento burocratico e riduzione dei costi energetici, tutti elementi essenziali da inserire nelle prossime manovre finanziarie.
Messina ha ricordato che banche e assicurazioni, non essendo controllate dallo Stato, mantengono una posizione indipendente che richiede una collaborazione attiva con il governo. Ha evidenziato la necessità di ampliare il contributo fiscale anche ad altre grandi aziende private e pubbliche con elevati utili, evitando un carico eccessivo esclusivamente sul settore finanziario, che rappresenta la base dello sviluppo economico italiano, così come le aziende hi-tech negli Stati Uniti. Infine, ha commentato il provvedimento europeo sul golden power, apprezzando gli interventi chiarificatori in corso e manifestando la speranza che questo non sfoci in cessioni di importanti banche italiane a gruppi esteri in modo contraddittorio.
Le banche italiane tra ruolo sociale e contributo fondamentale alla crescita economica
Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l’importanza strategica per l’Italia dell’uscita dalla procedura d’infrazione europea, mettendo in evidenza come ciò comporti la riduzione del deficit sotto il 3% del Pil. Questo risultato non solo permetterebbe al governo di disporre di risorse necessarie per affrontare le disparità economiche presenti nel Paese, ma assicurerebbe condizioni più solide per il rilancio dell’economia. Messina ha evidenziato come il lavoro svolto dall’esecutivo di Giorgia Meloni sui conti pubblici abbia creato le premesse per un miglioramento strutturale che coinvolge anche il sistema bancario, il quale si riconferma pilastro imprescindibile dell’economia italiana.
Il ceo di Intesa Sanpaolo ha inoltre messo in luce il ruolo cruciale delle banche e delle assicurazioni nel sostenere la stabilità finanziaria dello Stato, invitando a superare la visione che le considera esclusivamente come entità orientate al profitto. Secondo Messina, sarebbe opportuno percepire queste realtà come risorse essenziali per il Paese, in grado di promuovere coesione sociale e ridurre le disuguaglianze. A tal proposito, Intesa Sanpaolo ha previsto un impegno significativo per il quinquennio 2023-2027, destinando 1,5 miliardi di euro dalla distribuzione degli utili direttamente alla comunità.
Sulla crescita economica, Messina ha ribadito che il PNRR ha avuto un ruolo importante ma resta insufficiente per accelerare lo sviluppo nazionale. Occorre integrare questo percorso con incentivi pubblici mirati a sostenere gli investimenti delle imprese, ispirandosi a modelli internazionali consolidati. Accanto a ciò, diventa indispensabile un’azione incisiva di semplificazione burocratica e contenimento del costo energetico, elementi fondamentali per creare un ambiente favorevole all’innovazione e alla competitività.
Infine, il manager ha affrontato la questione del golden power europeo, evidenziando l’importanza di un intervento governativo chiarificatore che possa evitare conseguenze negative per il sistema bancario nazionale. Messina ha espresso preoccupazione rispetto al rischio che restrizioni eccessive possano portare alla svendita di istituti italiani a gruppi stranieri. Ha inoltre prospettato la necessità di una redistribuzione del peso fiscale sulle grandi imprese italiane, più ampia e inclusiva, affinché le banche non vengano sovraccaricate ingiustamente in un momento in cui rappresentano una leva strategica per la ripresa e la tenuta economica del Paese.
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