Istat: inflazione febbraio cresce 0,8% mensile e 1,6% annuo, stime preliminari
A febbraio l’inflazione in Italia ha accelerato, con un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo dell’1,6% su base annua, rispetto all’1,0% del mese precedente. I rincari più significativi riguardano i servizi di trasporto, ricreativi e per la cura della persona, oltre agli alimentari non lavorati. Al contrario, i prezzi degli energetici continuano a diminuire, sia per quelli regolamentati che per quelli non regolamentati. I beni mostrano una leggera flessione annuale, mentre i servizi registrano una crescita più marcata. Il differenziale tra l’aumento dei prezzi dei servizi rispetto ai beni si amplia, riflettendo l’impatto crescente del costo della vita.
Febbraio 2024: Crescita dell’inflazione spinta da servizi e alimentari, lieve calo nei beni
Secondo le stime preliminari fornite dall’Istat, a febbraio l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un incremento dello 0,8% rispetto al mese precedente e un aumento dell’1,6% su base annua, in crescita rispetto all’1,0% di gennaio. L’accelerazione dell’inflazione è trainata principalmente dall’aumento dei costi dei servizi di trasporto, passati da una crescita del 0,7% a un +3,0%, e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, la cui variazione annua è salita dal 3,0% al 4,9%. Anche gli alimentari non lavorati hanno visto una spinta inflazionistica, con un rialzo dal 2,5% al 3,6%. In parallelo, i prezzi degli alimentari lavorati mostrano una lieve diminuzione nel tasso di crescita, scendendo dall’1,9% all’1,7%. Gli energetici, regolamentati e non, continuano invece a evidenziare una flessione più marcata.
L’inflazione di fondo, che esclude prezzi energetici e alimentari freschi, è salita dal 1,7% al 2,4%; simile aumento si registra considerando l’esclusione dei soli prodotti energetici, con una variazione passata dall’1,9% al 2,5%. I prezzi dei beni mostrano un lieve decremento su base annua, pari allo 0,2%, confermando il dato di gennaio. Al contrario, i prezzi dei servizi accelerano, crescendo dal 2,5% al 3,6%, ampliando così il divario con i beni, che passa da 2,7 a 3,8 punti percentuali.
L’aumento tendenziale dei prezzi riguardanti beni alimentari, nonché prodotti per la cura della casa e della persona, si è moderatamente intensificato, registrando una variazione dal 1,9% al 2,2%. L’incremento mensile dell’indice generale è attribuibile soprattutto all’elevata crescita dei tabacchi (+3,3%), ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), ai trasporti (+2,0%), agli alimentari non lavorati (+1,1%) e agli energetici non regolamentati (+0,4%). Solo parzialmente contrappesano tali aumenti i ribassi nei prezzi degli energetici regolamentati, scesi dell’1,2%.
Infine, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento mensile dello 0,6% e un aumento annuo dell’1,6%, in salita rispetto all’1,0% del mese precedente, confermando così una fase di ripresa dell’inflazione in Italia nel primo bimestre del 2024.
Inflazione in Italia a Febbraio: Crescita dei Prezzi e Impatto sui Servizi
A febbraio, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e del 1,6% su base annua, segnando un’accelerazione rispetto al mese precedente, che si attestava all’1,0%. Questo incremento riflette principalmente la crescita dei prezzi relativi ai servizi di trasporto, che sono passati da un +0,7% a un +3,0%, e ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, con un aumento dal 3,0% al 4,9%. Anche i prezzi degli alimentari non lavorati sono saliti, passando da un +2,5% a un +3,6%. Di contro, i prezzi degli alimentari lavorati hanno rallentato lievemente, e quelli degli energetici regolamentati e non regolamentati hanno mostrato un’ulteriore flessione.
La dinamica dei prezzi evidenzia un lieve calo nell’ambito dei beni, con una variazione annua dello -0,2%, in linea con il mese di gennaio. Diversamente, i prezzi dei servizi hanno accelerato, aumentando dal 2,5% al 3,6%. Questo ha aumentato il divario tra servizi e beni, che è passato da 2,7 a 3,8 punti percentuali. Tale differenziale suggerisce una maggiore pressione inflazionistica nel settore dei servizi rispetto a quello dei beni, con impatti precisi sul potere di acquisto e sull’andamento generale dei consumi.
L’inflazione di fondo, ossia quella calcolata escludendo gli energetici e gli alimentari freschi, ha evidenziato un aumento significativo, passando dall’1,7% al 2,4%. Anche l’inflazione al netto dei soli beni energetici è cresciuta, salendo dall’1,9% al 2,5%. La variazione congiunturale dell’indice generale, pari a +0,8%, deriva soprattutto dagli incrementi nei prezzi dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi e culturali (+2,1%), dei trasporti (+2,0%), degli alimentari non lavorati (+1,1%) e degli energetici non regolamentati (+0,4%). Questi incrementi sono stati però solo parzialmente attenuati dalla diminuzione dei prezzi degli energetici regolamentati (-1,2%).
Infine, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che consente confronti a livello europeo, ha mostrato una crescita dello 0,6% su base mensile e dell’1,6% su base annua, confermando la tendenza all’accelerazione dell’inflazione già emersa nelle rilevazioni nazionali. Questo scenario evidenzia come l’Italia affronti una fase caratterizzata da aumenti sostenuti in comparti chiave, con possibili riflessi sull’economia e sui bilanci delle famiglie in un contesto di sfide economiche e possibili tensioni sociali.
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