Gennaio: imprese prevedono 527 mila nuovi contratti di lavoro
Nel mese di gennaio le imprese italiane prevedono circa 527.000 nuove assunzioni, che superano 1,4 milioni nel primo trimestre 2026, con dinamiche differenziate tra i settori. Il settore primario mostra un aumento del 6,5%, mentre i servizi rimangono stabili e l’industria, soprattutto il manifatturiero, evidenzia un calo delle assunzioni. Tra le difficoltà di reperimento di personale, maggiori criticità si riscontrano nelle costruzioni, nel legno-arredo e nella metallurgia, interessando soprattutto figure tecniche e specializzate. Il 22,2% delle posizioni coinvolgerà lavoratori stranieri e il 27,1% giovani under 30, con regioni come Lombardia e Lazio in testa per opportunità.
Previsioni di assunzione per gennaio: domanda di lavoro stabile con dinamiche settoriali differenziate
Nel mese di gennaio, le imprese italiane stimano di sottoscrivere circa 527.000 contratti di lavoro, mentre per l’intero primo trimestre (gennaio-marzo) la cifra supera 1,4 milioni. Complessivamente, la domanda di lavoro rimane sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025, con una variazione minima del -0,6%. Il settore primario mostra un incremento del 6,5%, riflettendo una crescita significativa, mentre i servizi si mantengono stabili con un leggero aumento dello 0,1%. Al contrario, il settore industriale evidenzia una fase più cauta, con una contrazione complessiva del 3,5%, principalmente nel manifatturiero (-4,6%) e nelle costruzioni (-1,3%). La difficoltà di reperimento del personale diminuisce a 45,8%, in calo rispetto al 49,1% registrato a gennaio 2025.
Il comparto industriale prevede 155.000 nuove entrate, di cui 104.000 nel manifatturiero e nei servizi pubblici, e 51.000 nelle costruzioni. All’interno del manifatturiero, i settori con maggiori opportunità di impiego sono quello meccanico ed elettronico con oltre 27.000 contratti, seguito dalla metallurgia e produzione di articoli in metallo con 21.000 e dall’industria alimentare e delle bevande con 15.000. Il terziario registra circa 337.000 nuovi ingressi, guidati dal turismo (70.000), dai servizi alla persona (69.000) e dal commercio (67.000). Nel settore primario, le entrate previste sono circa 35.000, soprattutto nelle coltivazioni ad albero e di campo.
La tipologia contrattuale più utilizzata è il contratto a tempo determinato con 252.000 posizioni offerte (47,8%), seguito dai contratti a tempo indeterminato (111.000, 21%) e da quelli di somministrazione (63.000, 11,9%). In gennaio si riscontra uno squilibrio tra domanda e offerta in circa 241.000 casi, il 45,8% delle assunzioni previste. Le maggiori difficoltà derivano dalla mancanza di candidature (28,6%) e dalla scarsa preparazione dei candidati (13,6%). Settori come le costruzioni, il legno-arredo e la metallurgia presentano le maggiori criticità.
Tra le professioni più difficili da reperire figurano analisti di applicazioni e ingegneri, tecnici sanitari e della gestione produttiva, operatori dell’estetica e assistenti socio-sanitari, oltre a operai specializzati in edilizia e meccanica. Nel settore primario si segnalano difficoltà per tecnici dei mercati, addetti non qualificati alla gestione di foreste e allevatori. Le imprese prevedono il coinvolgimento di personale straniero in circa il 22,2% dei contratti, con particolare incidenza nel primario, nel tessile-abbigliamento e nell’edilizia. Per i giovani under 30 le richieste raggiungono il 27,1% del totale, con opportunità concentrate nei servizi finanziari, informatici e commerciali. Sul piano territoriale, le maggiori esigenze di assunzione si registrano nel Nord-Ovest e nel Sud Isole, mentre la Lombardia guida la classifica regionale per numero di posizioni aperte.
Previsioni occupazionali in Italia: dinamiche e sfide per il primo trimestre 2026
Nel mese di gennaio 2026, le imprese italiane prevedono di stipulare circa 527.000 contratti di lavoro, con una proiezione per l’intero primo trimestre che supera 1,4 milioni di assunzioni. L’andamento complessivo della domanda di lavoro resta stabile rispetto a gennaio 2025, mostrando però differenze significative tra i settori: il primario cresce del 6,5%, mentre il settore dei servizi si mantiene sostanzialmente invariato con un lieve aumento dello 0,1%. L’industria mostra un atteggiamento più prudente, con una contrazione del 3,5%, più marcata nel manifatturiero (-4,6%) e minore nelle costruzioni (-1,3%).
Per quanto riguarda il settore industriale, sono previste 155.000 nuove entrate, di cui 104.000 nel manifatturiero e nelle public utilities e 51.000 nell’edilizia. Nel manifatturiero, i maggiori sbocchi occupazionali sono attesi nei comparti meccanico ed elettronico (oltre 27.000 contratti), metallurgia e produzione di articoli in metallo (21.000) e nell’industria alimentare e delle bevande (15.000). Nel terziario, la richiesta si attesta su 337.000 ingressi, trainata dal turismo, dai servizi alle persone e dal commercio. Il settore primario programma circa 35.000 assunzioni, soprattutto nelle coltivazioni ad albero e di campo e nei servizi agricoli.
La forma contrattuale più diffusa continua ad essere il tempo determinato, con oltre 252.000 posizioni offerte, seguita dal tempo indeterminato (111.000) e dai contratti di somministrazione (63.000). Nonostante le rilevanti aspettative occupazionali, permane una discrepanza tra domanda e offerta di lavoro nel 45,8% delle posizioni, dovuta principalmente a carenze di candidature e a livelli di formazione insufficienti. Le difficoltà maggiori si concentrano nelle costruzioni, nel legno-arredo e nella metallurgia, con particolare criticità nei profili tecnici e specializzati.
Sul fronte dell’occupazione straniera, il 22,2% delle assunzioni previste riguarda personale di origine estera, con una incidenza particolarmente elevata nel settore primario, nel tessile-abbigliamento-calzature e nell’edilizia. I giovani under 30 rappresentano il 27,1% delle assunzioni programmate, con le migliori opportunità nel comparto finanziario, informatico e commerciale. Dal punto di vista geografico, il Nord-Ovest e il Sud e Isole si distinguono per il numero maggiore di entrate previste, con leader regionali come Lombardia, Lazio e Veneto a guidare la domanda di lavoro nel trimestre.
Non perderti tutte le notizie di economia su Blog.it
