Come riconoscere i primi segnali di un neo canceroso sulla pelle
Non tutti i nei sono cancerosi, ma è fondamentale saper riconoscere i segnali che potrebbero indicare un cambiamento sospetto. Si stima che circa quattro-cinque persone su cento di origine caucasica sviluppino almeno un tumore cutaneo entro i 65 anni di età. Per questo motivo, è importante osservare con attenzione i propri nei per identificare eventuali modifiche che possano indicare la presenza di un melanoma, un tipo di cancro della pelle.
Come identificare un neo potenzialmente canceroso
Riconoscere i segni di un neo canceroso è essenziale per una diagnosi tempestiva e un trattamento efficace. Ecco i principali indicatori a cui prestare attenzione durante l’autoesame della pelle:
- Asimmetria: un neo normale è generalmente simmetrico, mentre un neo canceroso appare asimmetrico. Se tracciando una linea immaginaria al centro del neo si osservano due metà differenti, potrebbe essere un campanello d’allarme.
- Bordi irregolari: i nei benigni presentano bordi regolari e ben definiti, mentre quelli cancerosi si caratterizzano per margini frastagliati, sfumati o irregolari.
- Colorazione non uniforme: un neo sano tende ad avere un colore uniforme, solitamente marrone, mentre uno maligno può presentare varie tonalità, includendo nero, marrone scuro, rosso, rosa, bianco, grigio o blu.
- Dimensioni: un neo benigno mantiene generalmente una dimensione stabile nel tempo; un neo che cresce e supera i 6 millimetri (circa un quarto di pollice), cioè più grande di un pisello, necessita di approfondimenti.
- Evoluzione: qualsiasi cambiamento nel corso di settimane o mesi, come variazioni di forma, colore, dimensione o spessore, o la comparsa di sintomi come sanguinamento, prurito, dolore o formazione di croste, deve essere valutato da un medico.
Come viene diagnosticato un neo canceroso
Se si sospetta la presenza di melanoma, è importante rivolgersi a uno specialista per una valutazione accurata. La diagnosi si basa su alcuni passaggi fondamentali:
- Anamnesi dettagliata: il medico raccoglierà informazioni sull’evoluzione del neo, sintomi associati e la storia familiare di tumori cutanei.
- Esame obiettivo: l’osservazione diretta della pelle, spesso con l’ausilio di una lente di ingrandimento detta dermatoscopio, permette di individuare caratteristiche sospette nel neo.
- Biopsia cutanea: per confermare la diagnosi, si procede al prelievo di un piccolo campione di tessuto dal neo da analizzare al microscopio. Questa analisi è fondamentale per identificare la presenza di cellule cancerose e definire con precisione il tipo di tumore.
Dopo aver confermato la diagnosi di melanoma, il medico valuta l’estensione del tumore, un passaggio cruciale per pianificare il trattamento più appropriato.
- Misurazione dello spessore del melanoma: mediante analisi microscopiche e strumenti specifici, si determina lo spessore del tumore, che è un indicatore di gravità e di rischio di diffusione.
- Valutazione dei linfonodi: la biopsia del linfonodo sentinella, che prevede l’iniezione di un colorante speciale, permette di identificare se le cellule tumorali si sono diffuse ai linfonodi più prossimi.
- Ricerca di metastasi: in caso di sospetto di diffusione del melanoma ad altri organi, possono essere richiesti esami diagnostici come radiografie, tomografia computerizzata (TC) e tomografia ad emissione di positroni (PET).
