Inquinatori globali ostacolano l’addio ai combustibili fossili: la storia si ripete.
Il Dominio delle Aziende di Combustibili Fossili sulle Emissioni Globali
Recenti analisi rivelano che un numero ristretto di colossi dei combustibili fossili continua a esercitare un’influenza significativa sulle emissioni mondiali di CO2, sabotando attivamente le azioni climatiche per non compromettere i propri interessi. Secondo il dataset di Carbon Majors, solo 32 aziende erano responsabili del 50% delle emissioni globali di CO2 nel 2024, una leggera diminuzione rispetto alle 36 del 2023.
Il 2024 ha stabilito un triste record, essendo stato l’anno più caldo mai registrato, con temperature superiori di oltre 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. Copernicus ha confermato che il 2025 rappresenta il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale e in Europa, evidenziando che il cambiamento climatico sta spingendo le temperature sopra la soglia critica in un periodo di tre anni.
Gli esperti ora chiedono un’accelerazione negli investimenti in energie rinnovabili, sostenendo che le compagnie dei combustibili fossili, definite “fuorvianti”, non devono più ostacolare il progresso. Come ha recentemente affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres: “La transizione verso un futuro sostenibile deve avvenire ora, o affronteremo danni irreversibili.”
La Necessità di Abbandonare i Combustibili Fossili
Il tema dell’abbandono dei combustibili fossili ha guadagnato visibilità al vertice COP30 tenutosi a Belém, anche se non faceva parte dell’agenda ufficiale. Più di 90 Paesi, tra cui Regno Unito, Germania e Paesi Bassi, hanno sostenuto l’idea di un piano di eliminazione progressiva dei combustibili fossili, evidenziando la crescente pressione a livello globale per un cambiamento significativo. Lula da Silva ha descritto il passaggio come un imperativo: “Il mondo deve cominciare a pensare a un futuro senza combustibili fossili.”
Tuttavia, nonostante questo slancio, i riferimenti ai combustibili fossili sono stati rimossi dall’accordo finale del vertice negli ultimi momenti, dimostrando le difficoltà nel trovare un consenso tra le nazioni.
Un’analisi condotta da Carbon Majors ha rivelato che 17 delle prime 20 aziende emittenti nel 2024 erano controllate da Stati che hanno ostracizzato la tabella di marcia per l’abbandono dei combustibili fossili, tra cui Arabia Saudita, Russia, Cina, India, Iraq, Iran e Qatar. Emmet Connaire, analista senior di Influence Map ha affermato: “Ogni anno, le emissioni globali si concentrano in un numero sempre più ridotto di produttori, mentre la produzione globale continua a crescere.” Questo è un chiaro segnale che il problema non è solo tecnico, ma anche politico.
Il panorama delle emissioni mondiali si compone principalmente di cinque giganti: Saudi Aramco, Coal India, CHN Energy, National Iranian Oil Co. e Gazprom. Insieme, questi attori hanno generato il 18% delle emissioni di CO2 da combustibili fossili e cemento nel 2024. È evidente che le aziende che controllano le risorse energetiche si trovano in una posizione di potere che, se non confrontata, perpetuerà la crisi climatica.
Francesco Starace, CEO di Enel, ha ribadito l’urgenza di una transizione energetica: “Adottare energie rinnovabili non è solo una scelta responsabile, ma un’opportunità economica.” Con investimenti globali in energia pulita che quasi raddoppiano rispetto ai combustibili fossili, è chiaro che il cambiamento è non solo desiderato, ma fattibile.
Dal canto suo, Christiana Figueres, ex segretaria esecutiva dell’UNFCCC, ha sottolineato in modo chiaro: “I grandi emettitori sono dalla parte sbagliata della storia. Devono essere responsabilizzati per le loro azioni.” La sua dichiarazione rappresenta una chiamata all’azione affinché questi colossi siano ansiosi a contribire a un futuro sostenibile.
La pressione per un cambiamento non si limita a livelli nazionali. A aprile, oltre 85 Paesi parteciperanno al Global Fossil Fuel Phaseout Conference in Colombia, un incontro co-organizzato con i Paesi Bassi, per discutere dell’uscita dai combustibili fossili. Questo incontro potrebbe rappresentare una svolta cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Le aziende di combustibili fossili, ora messe in discussione, non possono continuare a frenare il progresso, come evidenziato da Tzeporah Berman, fondatrice della Fossil Fuel Treaty Initiative, la quale ha affermato: “Stiamo assistendo a un sabotaggio attivo nei confronti dell’azione climatica.” La richiesta di un trattato globale sui combustibili fossili diventa sempre più urgente, un passo necessario per garantire una transizione energetica equa e sostenibile.
In sintesi, l’attuale scenario climatico richiede urgentemente un cambio di rotta. Il mondo deve trovare soluzioni per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e avviare una transizione verso fonti di energia sostenibili e pulite, affinché le future generazioni possano vivere in un ambiente più sicuro e sano.
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