Sicurezza scolastica: rischi, consigli e strategie per proteggere i bambini nelle scuole.
Nei contesti educativi per l’infanzia, il rischio viene spesso percepito come un elemento da eliminare piuttosto che da comprendere. Esperienze come scivolare, arrampicarsi e prendere decisioni autonome sono talvolta viste come problematiche, mentre dovrebbero essere riconosciute come fasi cruciali nella crescita del bambino. Questo porta a una riflessione fondamentale tra educatori e insegnanti: che tipo di autonomia stiamo realmente costruendo nei piccoli? L’importanza di riconoscere il valore pedagogico del rischio implica mettere al centro le esperienze del bambino, consapevoli che sicurezza e possibilità non siano opposti, ma due facce della stessa medaglia da bilanciare.
Un’educazione centrata sul rischio
Negli ultimi anni, nelle scuole dell’infanzia e nei servizi educativi, la nozione di “sicurezza” si traduce frequentemente in iperprotezione. Esperienze come cadere, sporcarsi e affrontare ostacoli sono spesso evitate, riducendo così le opportunità di crescita personale. Molti docenti avvertono una crescente preoccupazione: bambini diventano sempre più dipendenti dagli adulti, mostrando una scarsa autonomia e insicurezza nelle situazioni difficili. Questo scenario sottolinea un chiaro bisogno educativo: è fondamentale ripensare il rapporto tra protezione e libertà. Dare valore al rischio significa restituire dignità all’apprendimento attraverso l’esplorazione e la scoperta.
Il rischio, quando viene distinto dal pericolo reale, emerge come una competenza evolutiva. Affrontando situazioni stimolanti, i bambini non solo sviluppano autonomia, ma affinano anche le proprie capacità decisionali e il pensiero critico. Un approccio educativo che consideri il rischio come parte integrante del processo di crescita aiuta i bambini a scoprire e superare i propri limiti, costruendo fiducia in se stessi e negli altri, anziché alimentare paure e dipendenze.
