Costa Verde: Le comunità locali riscoprono la calma ancestrale sotto il ritmo vivace delle loro città.
La Seconda Corsa all’Oro: Il Caffè e la Storia di Paraty
Un’altra corsa all’oro seguì: il trasporto dei chicchi di caffè Arabica, noto come “oro nero”, verso l’Europa. A metà del XIX secolo, fu costruita una ferrovia che collegava Rio de Janeiro e São Paulo, escludendo il porto dal ciclo economico del Brasile. Il tempo sembrava tornare indietro: edifici divorati dalle termiti crollavano dietro le loro facciate. Nel frattempo, i Caiçaras – la popolazione costiera del Sud Brasile, discendente da una miscela di portoghesi, africani liberati e indigeni – continuavano a vivere in silenzio, praticando la pesca tradizionale in canoe, cercando cibo e medicine nella foresta.
L’Architettura Coloniale di Paraty
Paraty, quasi tornata al suo stato originale, venne “riscoperta” negli anni ’60 da creativi di sinistra che scappavano dal regime militare brasiliano. Tra di loro c’era Djanira, un’artista di origine guaraní e membri del nuovo movimento del Cinema Novo. “Arrivarono qui in barca, bevvero cachaça e assunsero LSD,” racconta Nina Taterka, residente a Paraty il cui padre era uno dei produttori di Gilberto Gil. “Persone libere di spirito, si innamorarono della semplicità della cultura Caiçara.” Solo negli anni ’70, con la costruzione di una nuova strada, Paraty si aprì ai benestanti di São Paulo, i quali acquistarono magazzini fatiscenti, sbiancando il centro storico.
