Nel 2025 l’indice delle retribuzioni orarie aumenta del 3,1% secondo Istat
Alla fine di dicembre 2025, sono in vigore 48 contratti collettivi nazionali che coprono il 57,8% dei lavoratori dipendenti, pari a circa 7,6 milioni di persone. La maggiore copertura si registra nel settore privato, soprattutto in agricoltura e servizi, mentre nella pubblica amministrazione i contratti risultano tutti scaduti. Nel quarto trimestre sono stati recepiti 9 nuovi contratti e nessuno è scaduto. I contratti in attesa di rinnovo coinvolgono 5,5 milioni di dipendenti, con un tempo medio di attesa sceso a 18,9 mesi. Le retribuzioni orarie sono cresciute del 3,1%, con incrementi maggiori in agricoltura e settore industriale.
Situazione dei Contratti Collettivi Nazionali e Andamento Retributivo a Fine 2025
Alla fine di dicembre 2025, secondo i dati ISTAT, risultano attivi 48 contratti collettivi nazionali per la componente economica, che coprono circa 7,6 milioni di lavoratori, pari al 57,8% del totale dei dipendenti italiani. Nel settore privato la copertura contrattuale raggiunge il 73,8%, con una distribuzione che arriva al 100% nel comparto agricolo, 47,2% nell’industria e 94,3% nei servizi privati. La situazione è diversa nella pubblica amministrazione, dove tutti i contratti risultano scaduti, con nessun rinnovo applicato alla fine dell’anno. Nel quarto trimestre del 2025 sono stati recepiti 9 nuovi contratti, mentre nessun accordo è scaduto nel corso dello stesso periodo.
A dicembre, il numero di contratti in attesa di rinnovo ammonta a 27 e interessa circa 5,5 milioni di lavoratori. Di questi, 2,7 milioni fanno parte del settore privato, distribuiti su 12 contratti, mentre 2,8 milioni riguardano la pubblica amministrazione, suddivisi in 15 contratti. Il tempo medio di attesa per il rinnovo dei contratti scaduti è diminuito, passando dai 19,7 mesi registrati a gennaio 2025 a 18,9 mesi a dicembre 2025.
Nel complesso dell’anno 2025, l’indice delle retribuzioni orarie ha evidenziato una crescita media del 3,1% rispetto al 2024. Il settore privato ha fatto registrare un incremento del 3,2%, con il settore agricolo in testa (+5,0%), seguito dall’industria (+3,4%) e dai servizi privati (+3,0%). La pubblica amministrazione ha invece visto una crescita più contenuta, pari al 2,7%. A dicembre l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie ha segnato un aumento dello 0,2% rispetto a novembre e del 2,9% rispetto a dicembre 2024.
Dall’analisi dettagliata emerge che i settori con i maggiori incrementi salariali tendenziali sono i ministeri (+7,2%), le forze armate (+6,9%) e i vigili del fuoco (+6,8%). Non si sono registrati aumenti per i comparti delle farmacie private e delle telecomunicazioni. Questi dati riflettono un quadro variegato dell’evoluzione dei contratti e delle retribuzioni in Italia alla fine del 2025.
Situazione e Andamento dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro nel 2025
Alla fine di dicembre 2025, sono in vigore 48 contratti collettivi nazionali per la parte economica, riguardanti complessivamente circa 7,6 milioni di lavoratori, pari al 57,8% del totale dei dipendenti. Questa copertura varia sensibilmente tra i settori: nel privato il tasso di applicazione è del 73,8%, con una diffusione completa nel settore agricolo (100%), buona nell’industria (47,2%) e molto alta nei servizi privati (94,3%). Per la pubblica amministrazione, invece, non vi sono contratti economici validi, poiché tutti gli accordi risultano scaduti al momento. Nel quarto trimestre 2025, sono stati recepiti 9 nuovi contratti, mentre nessuno è andato in scadenza.
Alla fine dell’anno, ci sono 27 contratti in attesa di rinnovo, che interessano circa 5,5 milioni di dipendenti: 12 nel settore privato, che coinvolgono 2,7 milioni di lavoratori, e 15 nella pubblica amministrazione, che riguardano 2,8 milioni di persone. Il tempo medio di attesa per il rinnovo dei contratti scaduti è sceso leggermente, passando da 19,7 mesi a gennaio a 18,9 mesi a dicembre 2025. Questa riduzione testimonia un parziale miglioramento nella definizione degli accordi collettivi.
L’indice medio delle retribuzioni orarie registrato nel corso del 2025 ha evidenziato una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente. Nel settore privato l’aumento è stato del 3,2%, spinto principalmente dal settore agricolo con un +5,0%, seguito dall’industria con un +3,4% e infine dai servizi privati con un incremento del 3,0%. Nel comparto della pubblica amministrazione, invece, l’aumento si è fermato al +2,7%. Per quanto riguarda il mese di dicembre, l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie è cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,9% rispetto a dicembre 2024.
Analizzando nel dettaglio i dati per specifici ambiti, gli aumenti annuali più consistenti sono stati registrati nei ministeri (+7,2%), nelle forze armate (+6,9%) e nei vigili del fuoco (+6,8%). Al contrario, alcune categorie come le farmacie private e le telecomunicazioni non hanno beneficiato di incrementi retributivi. Questi dati evidenziano quindi una dinamica eterogenea nelle variazioni salariali, che riflette le diverse condizioni contrattuali e le specificità dei vari settori economici pubblici e privati.
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