Sintomi e rischi dell’avvelenamento da mercurio: cosa succede al corpo umano
Il mercurio è un metallo pesante tossico presente in vari ambienti naturali. L’esposizione a livelli elevati di mercurio può danneggiare il cervello, il cuore, i reni, i polmoni e il sistema immunitario di persone di qualsiasi età. I soggetti più vulnerabili sono i bambini molto piccoli e i feti durante la gravidanza. Nonostante in laboratorio sia stato osservato un potenziale tumorale del mercurio nei ratti, non vi sono prove sufficienti per collegare il mercurio ai tumori nell’essere umano.
La maggior parte dell’esposizione umana si verifica attraverso il consumo di pesce contaminato o per esposizione a perdite accidentali di mercurio.
Il mercurio può causare avvelenamento quando entra nell’organismo per ingestione, inalazione o contatto con la pelle e gli occhi, compromettendo il sistema nervoso e altri organi vitali.
Tipi di mercurio e loro effetti sulla salute
Esistono tre forme principali di mercurio che possono causare problemi di salute:
Mercurio elementare: si presenta come un liquido argentato e lucente, usato in termometri, otturazioni dentali, lampadine e altri prodotti. L’inalazione di mercurio elementare può provocare sintomi rapidi come:
- Gengive gonfie o sanguinanti
- Vomito
- Difficoltà respiratoria
- Sapore metallico in bocca
- Tosse
- Febbre e eruzioni cutanee
- Danni polmonari permanenti (rari)
- Tremori, sbalzi d’umore, irritabilità
- Insonnia
- Cambiamenti neuromuscolari come debolezza e contrazioni
- Mal di testa e sensazioni anomale (formicolio, punture)
- Problemi cognitivi e difficoltà di linguaggio e scrittura
In casi gravi, l’esposizione può causare insufficienza respiratoria, danni renali e, in rari casi, la morte.
Mercurio inorganico: sono composti o sali formati quando il mercurio si combina con elementi come cloro, zolfo o ossigeno. Questi composti sono generalmente tossici e possono causare:
- Bruciore allo stomaco e alla gola
- Diarrea e vomito con tracce di sangue
- Danni ai reni
- Perdita di liquidi e sangue con possibile esito fatale in casi estremi
Mercurio organico: si forma quando il mercurio si lega al carbonio. La forma più comune è il metilmercurio, prodotto da microrganismi presenti in acqua e suolo. L’avvelenamento da metilmercurio può verificarsi tramite il consumo di pesce contaminato. Questa forma agisce lentamente nel tempo, manifestandosi dopo anni di esposizione anche a basse dosi. I sintomi includono:
- Perdita della vista periferica
- Sensazioni di formicolio a mani, piedi e intorno alla bocca
- Coordinazione motoria compromessa
- Difficoltà nel parlare, udito e camminata
- Debolezza muscolare, intorpidimento o dolore cutaneo
- Tremori incontrollabili
- Cecità e visione doppia
- Problemi di memoria, convulsioni e nei casi più gravi, morte
I bambini non ancora nati esposti al metilmercurio nell’utero possono manifestare più avanti problemi cognitivi, ritardi nello sviluppo motorio, della memoria, del linguaggio e della vista.
Distinzione tra esposizione e avvelenamento da mercurio
È importante chiarire la differenza tra esposizione al mercurio e avvelenamento vero e proprio. L’esposizione indica il contatto con la sostanza a prescindere dalla comparsa di sintomi clinici o alterazioni biologiche. Molte persone possono avere un certo livello di mercurio nel corpo senza sintomi visibili, perché l’organismo dispone di meccanismi di difesa e soglie di tolleranza. Tuttavia, l’accumulo progressivo può portare a effetti nocivi nel tempo, anche dopo settimane o mesi.
Solo quando si manifestano sintomi fisici o chimici legati al mercurio si parla di avvelenamento. La diagnosi viene confermata da esami del sangue e delle urine che misurano i livelli di mercurio.
Il trattamento dell’avvelenamento da mercurio mira a interrompere l’esposizione e a rimuovere il metallo dall’organismo. Le terapie includono:
- Somministrazione di liquidi per via endovenosa e ossigeno
- Decontaminazione gastrointestinale e lavanda intestinale
- Somministrazione di carbone attivo e agenti chelanti per legare il mercurio e facilitarne l’eliminazione
- Uso di dimercaprol per via intramuscolare seguito da succimer orale in caso di mercurio inorganico o elementare
- Emodialisi nei pazienti con danni renali
- Trasfusioni di scambio in casi selezionati
