Costi crescenti per pet: molti abbandonano le cure veterinarie per difficoltà economiche

Costi crescenti per pet: molti abbandonano le cure veterinarie per difficoltà economiche

Costi crescenti per pet: molti abbandonano le cure veterinarie per difficoltà economiche

Mantenere un animale domestico costa oggi 150 euro in più rispetto all’anno precedente. Un’indagine di Emg Different per Facile.it rivela come l’inflazione e l’assenza di sgravi fiscali stiano mettendo a dura prova i bilanci dei proprietari di cani e gatti.

Il 2025 si conferma un anno critico per le tasche degli amanti degli animali in Italia. Secondo l’ultimo rapporto dell’istituto Emg Different, commissionato dal portale Facile.it, la spesa media annua per ogni singolo animale ha subito un incremento complessivo di circa 150 euro. A trainare questa scalata dei prezzi sono soprattutto i servizi essenziali: le prestazioni veterinarie registrano il rincaro più pesante con un +44 euro, seguite a ruota dal comparto alimentare (+27 euro) e dalle polizze assicurative (+20 euro). Anche i servizi di supporto come il pet sitting (+17 euro), l’igiene domestica (+17 euro) e la toelettatura (+13 euro) hanno subito ritocchi verso l’alto, delineando un quadro di rincari generalizzati.


Cani e Gatti: il Peso Economico della Convivenza

L’analisi dettagliata per specie rivela differenze marcate: nel 2025, la gestione di un cane richiede una spesa media di 1.263 euro, mentre per un gatto l’esborso si attesta sui 767 euro. Il dato più allarmante riguarda però le emergenze: chi ha dovuto affrontare interventi veterinari imprevisti ha visto il proprio budget lievitare di oltre 500 euro. Questo scenario riaccende il dibattito sulla mancanza di un sistema sanitario pubblico per gli animali e sull’elevata pressione fiscale: l’aliquota IVA sui medicinali veterinari e sulle prestazioni mediche rimane infatti equiparata a quella dei beni di lusso, una questione spesso discussa nei palazzi della politica ma finora priva di soluzioni concrete.

L’indagine, condotta a gennaio su un campione nazionale rappresentativo, stima che la popolazione di cani e gatti regolarmente censiti in Italia abbia raggiunto i 21 milioni di esemplari. Analizzando le voci di spesa, il “nutrimento” rimane la voce più onerosa con 358 euro annui pro capite. Seguono i costi per il supporto nella gestione quotidiana (pet sitter) con una media di 202 euro e la prevenzione medica ordinaria che si aggira sui 193 euro. Lo studio non ha preso in esame piccoli roditori e conigli, i cui costi di mantenimento risultano sensibilmente inferiori.


Strategie di Risparmio e Rinunce: la Nuova Diagnosi del Settore

L’aumento dei costi sta determinando un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo e cura. Sebbene la sensibilità verso la prevenzione stia crescendo, esiste ancora una frangia di proprietari che tende a limitare le visite veterinarie ai soli casi di malattia conclamata. Per far fronte ai rincari, molti si stanno rifugiando nel mercato assicurativo: il 22% dei proprietari ha già sottoscritto una polizza per coprire le spese mediche, mentre circa 3 milioni di italiani si dicono pronti a farlo a breve per evitare esborsi improvvisi insostenibili.

Le strategie di sopravvivenza economica vedono oltre 2,4 milioni di persone impegnate nella caccia costante a sconti e promozioni, mentre quasi 2 milioni di proprietari hanno adottato la politica degli “acquisti scorta” per abbattere i costi unitari. Il dato più preoccupante riguarda però la salute: a causa delle difficoltà finanziarie, circa 4 milioni di persone hanno ammesso di aver dovuto posticipare o rinunciare a esami diagnostici e visite di controllo per i propri compagni a quattro zampe, evidenziando come il “caro-vita” stia incidendo direttamente sul benessere animale.

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