Piano Casa: Modifiche che incentivano la partecipazione degli operatori privati nel settore edilizio.
Il recente aggiornamento del Piano Casa punta a promuovere interventi di rigenerazione urbana ed edilizia convenzionata, facilitando l’inclusione di operatori privati qualificati. Nonostante la mancata apertura ai FIA e SICAF, le modifiche favoriscono investimenti nel settore dell’housing sociale. Fondamentale sarebbe il potenziamento del ruolo del Commissario straordinario, per attrarre risorse e sostenere la progettazione. Si propone, inoltre, un Fondo nazionale per cofinanziare l’edilizia integrata, che renderebbe più sostenibili i progetti conformi alle normative vigenti. Infine, si suggerisce l’uso delle risorse del PNRR per sostenere iniziative di edilizia residenziale sociale.
Riconfigurazione del Piano Casa per la Rigenerazione Urbana e l’Housing Sociale
ROMA (ITALPRESS) – Le recenti modifiche al Piano Casa mirano a rendere il progetto più orientato verso interventi complessi di rigenerazione urbana e edilizia convenzionata. Queste modifiche prevedono l’introduzione di meccanismi per promuovere la partecipazione di operatori privati qualificati, ampliando la flessibilità urbanistica e rafforzando l’aspetto sociale e multifunzionale degli interventi. Sebbene non siano stati accolti specifici emendamenti per FIA immobiliari e altre istituzioni, le modifiche risultano compatibili con i modelli di investimento istituzionale e potrebbero facilitare l’ingresso di capitali privati nell’housing sociale.
L’associazione Remind sottolinea la necessità di potenziare ulteriormente il ruolo del Commissario straordinario, non solo come coordinatore amministrativo, ma anche nel compito di attrarre investimenti per l’edilizia sociale e la rigenerazione urbana. È essenziale che il Fondo di garanzia venga esplicitamente esteso agli interventi di edilizia residenziale sociale e ai programmi di social housing, per rendere il sistema più inclusivo e accessibile.
Inoltre, la disposizione potrebbe trarre vantaggio da un’apertura ai modelli di investimento immobiliare dedicati all’abitare sociale. La proposta di istituire il “Fondo Housing Coesione” andrebbe rivista, cambiando il riferimento unicamente a INVIMIT e includendo anche le SGR autorizzate dal TUF. Questo approccio multi-manager consentirebbe di coinvolgere operatori specializzati e attrarre significativi capitali privati.
Un altro aspetto critico riguarda l’assenza di fondi pubblici per finanziare i programmi infrastrutturali nell’edilizia integrata. Una proposta efficace sarebbe quella di introdurre un fondo nazionale dedicato al cofinanziamento di tali interventi, in particolare per la componente convenzionata. Un sostegno pubblico, anche se limitato, potrebbe migliorare la bancabilità dei progetti e garantire il rispetto della quota del 70% di edilizia convenzionata richiesta dalla normativa vigente. Inoltre, sarebbe opportuno valorizzare il ruolo dei fondi immobiliari e degli investitori istituzionali nella realizzazione di infrastrutture a supporto dell’housing sociale.
Modifiche al Piano Casa: Verso una Maggiore Integrazione del Settore Privato nella Rigenerazione Urbana
ROMA (ITALPRESS) – Le recenti modifiche approvate indicano un chiaro intento di orientare il Piano Casa verso interventi complessi di rigenerazione urbana e edilizia convenzionata. Si prevede l’introduzione di meccanismi in grado di favorire la partecipazione di operatori privati qualificati e di ampliare la flessibilità urbanistica dei programmi. Questa evoluzione mira a rafforzare la dimensione sociale e multifunzionale degli interventi, come segnalato dall’associazione Remind. Anche se non si sono raccolte aperture per i fondi immobiliari alternativi, le modifiche proposte risultano compatibili con i modelli di investimento istituzionale, aprendo la strada a una maggiore mobilitazione di capitali privati nel settore dell’housing sociale.
Remind suggerisce di valorizzare ulteriormente il ruolo del Commissario straordinario, non limitandosi a compiti di coordinamento amministrativo, ma estendendo le sue responsabilità alla promozione e attrazione di investimenti dedicati all’edilizia sociale e alla rigenerazione urbana. È auspicabile, inoltre, che il Fondo di garanzia venga esteso a interventi di edilizia residenziale sociale e ai programmi di social housing, specialmente quelli realizzati attraverso fondi immobiliari specificamente destinati a questo scopo.
Le nuove disposizioni devono includere chiaramente semplificazioni urbanistiche e procedurali anche per progetti promossi da FIA immobiliari e investitori istituzionali attivi nel settore dell’housing sociale. Una significativa lacuna da affrontare consiste nell’assenza di un finanziamento pubblico destinato a programmi infrastrutturali di edilizia integrata, elemento essenziale per garantire il successo di tali iniziative.
Si propone l’istituzione di un fondo nazionale per cofinanziare interventi di edilizia integrata, in particolare per la componente convenzionata. Un supporto pubblico, anche se limitato, può aumentare la bancabilità e rendere sostenibile il rispetto della quota minima del 70% di edilizia convenzionata. È altresì fondamentale valorizzare il ruolo di fondi immobiliari e investitori istituzionali nei programmi infrastrutturali. Si evidenzia infine l’importanza di regolare il riutilizzo delle risorse residue del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per iniziative di edilizia residenziale sociale convenzionata.
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