Strage di Bologna, il ricordo delle 85 vittime tra memoria e richiesta della verità / Video
BOLOGNA (ITALPRESS) – L’orologio fermo sulle 10.25 che troneggia su una Piazza delle Medaglie d’oro assolata, il lungo corteo arrivato da Via Indipendenza, poco prima l’incontro tra istituzioni e familiari delle vittime, come sempre nel cortile d’onore di Palazzo D’Accursio. A Bologna il ricordo della strage della stazione e delle sue 85 vittime è un rito collettivo, una ferita sempre aperta, una battaglia che da 46 anni tiene accesi i riflettori della verità. E verità è anche una delle parole chiave che si sono susseguite nel corso della mattinata scandita da ricordi e momenti di riflessione collettiva. Ha iniziato il sindaco Lepore, nel cortile del Comune sottolineando: “Per noi è la giornata più importante della storia della nostra città, abbiamo perso 85 persone, ci sono stati oltre 200 feriti, è stata una giornata di morte, ma anche il giorno in cui è iniziata la speranza, perché da allora la storia di Bologna è cambiata, la democrazia del nostro Paese oggi è più forte, siamo qui perché ci crediamo ed è importante per tutta la comunità nazionale”.
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Immancabile la presenza dell’associazione familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. Dal cortile d’onore del Comune e dal palco di piazza Medaglie la voce al presidente, Paolo Lambertini, ha ripercorso il lungo iter giudiziario portato avanti in questi 46 anni e ha riportato l’attenzione su quanto ancora c’è da fare: “Io rappresento un’associazione che ha saputo aspettare, ma non passivamente e che ha raggiunto importanti quote di verità. Abbiamo i nomi dei mandanti e sappiamo, grazie alle 17 sentenze, che la matrice di quella strage era fascista. Crediamo che le verità accertate in quei processi dovrebbero essere il punto di partenza per una rilettura del periodo stragista”.
Cuore del suo intervento una riflessione e una richiesta rivolta al sottosegretario per l’Interno, Nicola Molteni, presente alla cerimonia: “Signor Sottosegretario, dal nostro punto di vista il lavoro della commissione antimafia è particolarmente deludente. Chiediamo che la legge 206 relativa ai risarcimenti venga applicata a tutti i casi ancora irrisolti, spero che abbia importanti informazioni e qualche novità in merito”. Una richiesta accolta da Molteni, che ha sottolineato: “Lavoriamo per quello, il Governo deve sostenere quella proposta di modifica della legge 206 del 2004 per arricchire la platea dei beneficiari, per velocizzare l’iter per poter fare richiesta e accedere agli indennizzi”.
Tra le voci istituzionali che si sono avvicendate nella lunga mattinata di Bologna anche quella del presidente della Regione, Michele de Pascale, che nel suo intervento al Comune ha dichiarato: “Uomini e donne delle istituzioni hanno saputo riscattare la Repubblica portando verità su quanto avvenuto. Chi compie un atto terroristico mette in conto di pagarne le conseguenze, chi ha compiuto quell’atto sapeva in quei giorni di potersi muovere con le dovute protezioni, ma non sapeva che 46 anni dopo saremmo stati tutti qua e che le Istituzioni avrebbero continuato a combattere per difendere la libertà la democrazia. Chi in futuro potrà pensare di mettere a repentaglio la libertà, saprà che questa è la risposta di istituzioni e società civile”.
Lungo e intenso è stato l’intervento del sindaco Lepore: subito dopo il triplice fischio del treno, che ha dato il via al minuto di silenzio delle 10.25, ora dell’esplosione, il primo cittadino si è rivolto alla collettività: “Per decenni ci hanno detto che la verità sulla strage di Bologna non si sarebbe mai potuta raggiungere fino in fondo. Che era destinata a restare, come tanti altri episodi della nostra storia recente, un mistero italiano irrisolvibile. Oggi, possiamo dire che non è più così. Le sentenze definitive di questi ultimi anni – la Cassazione su Gilberto Cavallini nel gennaio 2025, la Cassazione su Paolo Bellini pochi mesi dopo – non sono un capitolo in più di un dibattito che si trascina all’infinito. Sono l’accertamento, a tre gradi di giudizio, di una verità che la nostra Repubblica doveva al popolo italiano: la strage di Bologna fu un atto di terrorismo neofascista, maturato nell’ambito di organizzazioni eversive di destra, reso possibile da complicità che arrivarono fino ad apparati dello Stato e alla loggia P2, in un contesto di complicità internazionale”. “La memoria – ha concluso Lepore- è un dovere. E la giustizia è una promessa”
– Foto xt1/Italpress –(ITALPRESS).
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