A gennaio aumenta occupazione, disoccupazione scende al 5,1% secondo Istat
A gennaio 2026, l’occupazione in Italia registra un aumento mensile dello 0,3%, con 80mila nuovi occupati, soprattutto uomini, dipendenti permanenti e autonomi. Il tasso di occupazione sale al 62,6%, mentre il numero di disoccupati diminuisce del 7,1%, portando il tasso di disoccupazione al 5,1%, con un calo anche nel tasso giovanile al 18,9%. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,3%, soprattutto tra le donne. Nel confronto trimestrale e annuale, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro e cresce quello degli inattivi, con un lieve aumento complessivo degli occupati.
Occupazione e mercato del lavoro in Italia: aggiornamenti di gennaio 2026
Il mese di gennaio 2026 ha registrato una crescita degli occupati e degli inattivi, accompagnata da un calo dei disoccupati. In particolare, gli occupati sono aumentati dello 0,3%, pari a 80mila persone in più, con un incremento concentrato tra gli uomini, i lavoratori dipendenti, gli autonomi e tutte le fasce d’età, fatta eccezione per i giovani tra i 15 e i 24 anni, che hanno subito una diminuzione. L’occupazione femminile è rimasta sostanzialmente stabile, mentre il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,6%, segnando un aumento di 0,2 punti percentuali. Parallelamente, si è osservata una riduzione del numero di persone in cerca di lavoro del 7,1%, corrispondente a 99mila unità in meno, distribuita tra uomini, donne e tutte le classi d’età. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1%, mentre quello giovanile è calato al 18,9%.
Nel confronto trimestrale tra novembre 2025 e gennaio 2026 rispetto al trimestre precedente (agosto-ottobre 2025), è emerso un lieve aumento degli occupati dello 0,1%, pari a 23mila unità. Contemporaneamente, si è rilevata una diminuzione del numero di persone alla ricerca di un’occupazione dell’8,4%, equivalente a 125mila individui, mentre gli inattivi nella fascia tra i 15 e i 64 anni sono cresciuti dello 0,9%, corrispondenti a 116mila persone in più. L’analisi annuale mostra un incremento degli occupati dello 0,3% rispetto a gennaio 2025, con un aumento soprattutto tra le donne e i lavoratori con almeno 50 anni, a fronte di una diminuzione nelle altre fasce d’età e una stabilità tra gli uomini. Nel medesimo arco temporale, la ricerca attiva di lavoro ha avuto un calo del 22,7%, mentre gli inattivi sono aumentati del 2,6%.
Secondo l’Istat, a gennaio 2026 il totale degli occupati ammonta a 24 milioni e 181mila persone, con una crescita rispetto al mese precedente. Questo incremento interessa sia i dipendenti a tempo indeterminato, che hanno raggiunto 16 milioni 455mila unità, sia quelli a termine, con 2 milioni 449mila, così come gli autonomi, saliti a 5 milioni 277mila. Nel confronto con gennaio 2025, l’aumento degli occupati è di 70mila unità in un anno, grazie soprattutto alla crescita dei dipendenti permanenti (+71mila) e degli autonomi (+195mila), che compensa la diminuzione dei dipendenti a termine (-196mila). I dati segnalano inoltre un incremento del tasso di occupazione al 62,6% e del tasso di inattività al 33,9%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,1%.
Questi numeri delineano un quadro dinamico del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da segnali di ripresa e da variazioni differenziate tra le diverse categorie di lavoratori e fasce d’età. L’andamento positivo dell’occupazione, unito al calo della disoccupazione, costituisce un elemento significativo per l’economia nazionale nel primo mese del 2026.
Andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro in Italia a gennaio 2026
Nel mese di gennaio 2026 si registra un aumento degli occupati pari a +0,3% su base mensile, con un incremento di 80mila unità, che interessa principalmente gli uomini, i lavoratori dipendenti e autonomi, oltre a quasi tutte le fasce d’età, fatta eccezione per i giovani dai 15 ai 24 anni, che mostrano una diminuzione. L’occupazione femminile permane sostanzialmente stabile. Il tasso di occupazione si attesta al 62,6%, segnando un lieve aumento di 0,2 punti percentuali. Parallelamente, si osserva una significativa riduzione del numero di disoccupati (-7,1%, pari a 99mila persone in meno), estesa a entrambi i sessi e a tutte le categorie d’età. La disoccupazione totale scende così al 5,1%, mentre quella giovanile raggiunge il 18,9%, diminuendo di quasi 2 punti percentuali rispetto al periodo precedente. L’incremento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a 35mila unità) deriva da un aumento tra le donne e una riduzione tra gli uomini, con il numero totale di inattivi che cresce soprattutto nella fascia dei 15-24enni e si mantiene stabile per gli over 50.
Analizzando i dati trimestrali, il confronto tra il periodo novembre 2025-gennaio 2026 e il trimestre precedente mostra una crescita marginale degli occupati (+0,1%, pari a 23mila unità). Nel medesimo arco temporale, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-8,4%, pari a 125mila persone in meno), mentre il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta del 0,9% (+116mila). Quando si confrontano i dati di gennaio 2026 con quelli dello stesso mese del 2025, si osserva un aumento degli occupati dello 0,3% (+70mila unità) attribuibile soprattutto all’aumento di donne e persone con almeno 50 anni, mentre gli uomini rimangono stabili e le altre classi di età rilevano un calo. In questo arco di tempo, il tasso di occupazione non presenta variazioni, mentre cala nettamente il numero di disoccupati (-22,7%, pari a 384mila unità) e il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cresce del 2,6%, con un aumento di 322mila persone.
L’Istat sottolinea che a gennaio 2026 il totale degli occupati raggiunge i 24 milioni 181mila, in crescita rispetto al mese precedente. L’incremento coinvolge sia i lavoratori dipendenti, sia quelli con contratti permanenti (ora 16 milioni 455mila) che a termine (2 milioni 449mila), oltre agli autonomi, che sono 5 milioni 277mila. Nel confronto con l’anno precedente, l’aumento degli occupati è attribuibile al maggiore numero di dipendenti permanenti (+71mila) e di lavoratori autonomi (+195mila), nonostante una flessione di 196mila dipendenti a termine. Su base mensile, tornano a salire sia il tasso di occupazione al 62,6%, sia quello di inattività al 33,9%, mentre il tasso di disoccupazione diminuisce al 5,1%.
Questi dati evidenziano la dinamica attuale del mercato del lavoro italiano, caratterizzata da un recupero dell’occupazione stabile e una riduzione delle persone in cerca di lavoro, accompagnata da un lieve aumento degli inattivi, soprattutto tra le donne e i giovani. L’andamento complessivo segnala un miglioramento delle condizioni lavorative, con indicatori positivi su più fronti, e suggerisce maggiori opportunità di inclusione e partecipazione nel mondo del lavoro.
Non perderti tutte le notizie di economia su Blog.it
