Alberto Ravagnani, l’ex Don, si apre tra castità e tentazioni affettive inedite
La testimonianza a La7 e la riflessione sul ruolo del celibato nella vita ecclesiastica
Durante il programma “In altre parole” su La7, condotto da Massimo Gramellini, Alberto Ravagnani ha approfondito il rapporto tra celibato, castità e le criticità che ne derivano per la Chiesa contemporanea. Secondo l’ex sacerdote, il celibato rappresenta un ostacolo importante, specialmente in una società che valorizza l’espressione individuale e la soggettività. Ravagnani ha evidenziato un nesso tra la legge del celibato obbligatorio e alcuni scandali ecclesiastici: “La castità imposta può alimentare dinamiche di potere e abuso, creando una casta chiusa e privilegiata. Sebbene il celibato possa essere una scelta nobile, l’attuale obbligatorietà rappresenta un problema che la Chiesa deve affrontare”, ha dichiarato.
Ravagnani ha raccontato di non aver mai provato un amore romantico vero e proprio durante il suo ministero. Piuttosto, ha spiegato di esser stato vittima di un’autocensura affettiva: “Ho vissuto in obbedienza, ma questa mi ha portato a reprimere i miei sentimenti più autentici. Solo recentemente ho capito che non potevo più imporre a me stesso un celibato che non riuscivo a sostenere nella realtà.”
“La libertà che sto vivendo oggi – ha aggiunto – mi ha permesso di riconquistare autenticità e la possibilità di vivere un rapporto sano con il mio corpo, le mie relazioni e la mia autonomia.”
Questa sincerità ha colpito anche il pubblico e vari esponenti del clero. Quanto detto dall’ex sacerdote risuona con le parole di Papa Francesco, che in diverse occasioni ha invitato a riflettere sul celibato come scelta e non come vincolo rigido. In particolare, durante l’udienza generale del 3 luglio 2019, il Pontefice ha affermato: “Il celibato è un dono, non un obbligo vessatorio, e va sempre valorizzato nella libertà e nell’amore per Cristo”.
