Antonio Medugno parla dopo la denuncia a Signorini: la sua verità sconvolgente

Antonio Medugno parla dopo la denuncia a Signorini: la sua verità sconvolgente

“Per anni ho provato a seppellire tutto dentro di me. Quando si è coinvolti in dinamiche di vergogna e paura, spesso non si denuncia subito. Ci si chiude, ci si colpevolizza e si teme di non essere creduti. Temi anche l’impatto sulla tua vita privata e professionale. Questo è un fenomeno documentato: molti, troppe persone, ritardano la denuncia. In questi anni ho seguito una terapia, ho provato ad andare avanti. Ho deciso di tutelarmi legalmente solo quando la situazione è diventata pubblica e ho capito che il silenzio mi stava distruggendo. In quel periodo non ero lucido come oggi”.


I messaggi ambigui e la fiducia tradita nel rapporto con il manager

Rispondendo alla domanda su perché fosse andato a casa di Alfonso Signorini nonostante sapesse dell’esistenza di messaggi spinti, Medugno chiarisce: “Sì, c’erano messaggi ambigui. Con il senno di poi avrei dovuto porre un limite molto prima. Ma quando sei giovane, sotto pressione e temi di perdere opportunità lavorative, non sempre agisci con lucidità. Mi sono fidato ciecamente del mio vecchio manager, che mi ha manipolato a pensare che tutto ciò fosse normale. Non sono mai andato lì con l’intento di ottenere favori. Ci sono andato pensando alla mia carriera, per dimostrare chi sono e quali valori ho. È stata una scelta ingenua, lo ammetto, ma inguaribile ingenuità non significa né consenso né colpa. Quando vivi dinamiche sbilanciate, non sempre scappi subito: si tende a minimizzare, razionalizzare e sperare che tutto passi.”


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