Apnea ostruttiva del sonno: il disturbo che aumenta il rischio cardiovascolare
L’apnea ostruttiva del sonno è causata da ostruzioni ricorrenti delle vie aeree superiori, che riducono la qualità del sonno e hanno un impatto diretto sulla vita diurna e sul rischio cardiovascolare.
Tra le persone con OSA, tra il 40 e il 70% convive con sovrappeso o obesità, fattori che aggravano il disturbo. Studi precedenti hanno dimostrato che la perdita di peso può ridurre la gravità dell’OSA, a volte portando a una remissione o a un miglioramento del rischio cardiometabolico.
Nonostante le terapie raccomandate dalle linee guida, come i dispositivi CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree), l’OSA resta spesso sottodiagnosticata e sottotrattata, con ripercussioni su morbilità, mortalità e utilizzo delle risorse sanitarie.
I dati dello studio
La ricerca ha analizzato 2,9 milioni di cartelle cliniche elettroniche anonime nel nord-ovest di Londra. Sono stati confrontati 20.300 adulti con OSA con 97.412 soggetti di controllo, abbinati per età, stato di obesità, comorbidità e altri fattori clinici.
I risultati evidenziano un rischio significativamente maggiore di eventi cardiovascolari e mortalità tra chi soffre di OSA:
Entro quattro anni dalla diagnosi, 26,3% dei pazienti con OSA ha manifestato eventi cardiovascolari o mortalità, contro 17,5% dei controlli.
Maggiore incidenza di altre patologie: obesità (5,6% vs 4%), diabete (6,8% vs 4,6%), osteoartrite (4,2% vs 3%), ansia (5,2% vs 3,2%) e depressione (4,7% vs 3%).
Utilizzo delle risorse sanitarie più elevato: visite di assistenza primaria 21 vs 14 per persona/anno, visite ambulatoriali 4 vs 1, giorni di ricovero 1 vs 0.
