Attivismo pedagogico: la lezione di democrazia dalla Scuola Città di Casalmaggiore.
Il Legame con la Scuola Città Pestalozzi di Firenze
La Scuola Città di Casalmaggiore ha un forte legame con la rinomata Scuola Città Pestalozzi di Firenze. Umberto Aroldi, il fondatore del progetto a Casalmaggiore, ha studiato pedagogia sotto la guida di Ernesto Codignola a Firenze. Già nel 1937, intratteneva una corrispondenza con Codignola. Dopo la guerra, Aroldi e sua moglie, Teresa Bertolazzi, hanno deciso di tradurre a Casalmaggiore quel modello educativo ispirato a Pestalozzi. Il mio libro include anche il carteggio tra Bertolazzi e Codignola, un documento che attesta un costante scambio di idee.
Quali erano le peculiarità della Scuola Città? Era una scuola laica, democratica e antifascista, contrapposta alle istituzioni cattoliche e clericali. Comprendeva classi miste, un’innovazione per quell’epoca. La vera novità, però, era che gli studenti governavano la scuola. Elezioni per sindaci e tribunali erano pratiche quotidiane; quindi, la democrazia non era solo un concetto teorico, ma un’esperienza vissuta ogni giorno.
Il lavoro manuale e le attività pratiche avevano un ruolo fondamentale nella vita scolastica. Nella falegnameria, i bambini costruivano mobili per le aule e, nell’orto, coltivavano prodotti per la mensa. Questo connubio tra apprendimento e laboriosità rendeva le attività concrete e significative, a differenza dei “lavoretti” privi di scopo che sarebbero diventati comuni dopo il 1955.
