Attivismo pedagogico: la lezione di democrazia dalla Scuola Città di Casalmaggiore.

Attivismo pedagogico: la lezione di democrazia dalla Scuola Città di Casalmaggiore.

La Scuola Città rispondeva anche ai bisogni sociali dell’epoca. Casalmaggiore, colpita da bombardamenti e disoccupazione, necessitava di una scuola che fosse un punto di riferimento. La Scuola Città offriva mensa, tempo pieno, educazione musicale e viaggi culturali. Era dotata di un ambulatorio con un medico e un’assistente, garantendo ai ragazzi una sorveglianza sanitaria continua. Questo approccio educativo complessivo anticipava molte innovazioni degli anni successivi.

Le figure chiave dell’esperienza furono molte donne maestre, antifasciste e spesso dimenticate, come Maria Grasso Denti e Teresa Bertolazzi. Regina Ramponi, che fu anche partigiana, resistette e lottò per la democrazia. Queste donne dedicaronono la loro vita a un’idea di scuola democratica, meritando di essere ricordate accanto ai nomi celebri della pedagogia italiana.

Oggi, l’eredità della Scuola Città di Casalmaggiore ci invita a riflettere sul presente. Non si tratta di un rimpianto nostalgico, ma di un richiamo alla speranza. Dimostrano che un’educazione diversa è possibile, anche in contesti complessi. Alcuni dei temi che oggi sembrano recenti, come partecipazione e inclusione, affondano le radici proprio in esperienze come questa. Riscoprire questa memoria può aiutarci a comprendere il nostro percorso attuale e a immaginare nuove prospettive per l’educazione.

Fonti ufficiali e riferimenti: Massimo Bondioli, Scuola città di Casalmaggiore. Storia di un esperimento didattico, Biblioteca Civica di Casalmaggiore; Università di Pavia, Professor Matteo Morandi.

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