Biocontrollo e bioprotezione: fondamentali per un’agricoltura sostenibile e responsabile.
Bioprotezione: Un Futuro Sostenibile per l’Agricoltura Europea
ROMA (ITALPRESS) – In un’epoca in cui l’agricoltura europea affronta sfide ambientali senza precedenti, l’integrazione di organismi viventi e sostanze naturali emerge come una necessità imprescindibile. La bioprotezione si consolidano come un pilastro essenziale per raggiungere standard di sostenibilità e sicurezza alimentare, sostenendo un modello agricolo che già oggi è tra i più rigorosi a livello globale. Recenti analisi EFSA mostrano che l’Italia si distingue per un’alta conformità alle normative vigenti, posizionandosi al di sopra della media europea, grazie a controlli capillari e pratiche di sicurezza elevate.
Sebbene le tecnologie di bioprotezione siano già disponibili, la loro diffusione richiede interventi politici significativi e incentivi per promuovere la loro adozione su larga scala. L’obiettivo è chiaro: facilitare una transizione ecologica nell’agricoltura, valorizzando la qualità delle produzioni e permettendo soluzioni di biocontrollo in risposta alle pressioni climatiche e fitosanitarie, senza compromettere la competitività degli agricoltori. Le aziende come Bayer sono già attive nello sviluppo di soluzioni biologiche, ampliando gli strumenti a disposizione per un’agricoltura moderna e resiliente.
Queste tematiche sono state al centro del convegno ‘Biocontrollo: Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili’. L’evento, organizzato dalla Fondazione UniVerde, Università degli Studi di Napoli Federico II e Rete Nazionale Istituti Agrari – Re.N.Is.A, si è svolto nella cornice del Ministero dell’Agricoltura. Con il patrocinio del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), il convegno ha visto la partecipazione di esponenti del mondo accademico, politico e industriale, discutendo il ruolo cruciale della bioprotezione nel settore agroalimentare.
Interventi e Necessità di Innovazione
Ad aprire il convegno è stato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, il quale ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura biologica come priorità per promuovere un’Italia di qualità. Ha ricordato che, come Ministro dell’Agricoltura, ha introdotto misure fiscali sui fitofarmaci e ha evidenziato come questi fondi sostengano la sicurezza alimentare e la produzione biologica.
Matteo Lorito, rettore dell’Università di Napoli Federico II, ha esposto come il controllo biologico dei patogeni vegetali rappresenti sia un’opportunità sia una necessità. Le nuove tecnologie, frutto di progetti PNRR, offrono alternative all’uso chimico, mentre le sfide fitosanitarie legate ai cambiamenti climatici richiedono misure più innovative. Il Centro Agritech garantisce produzioni sicure in armonia con l’ambiente e la salute pubblica.
Patrizia Marini, presidente di Re.N.Is.A., ha posto l’accento sull’importanza della formazione nelle scuole agrarie, sottolineando come la riduzione dell’uso di pesticidi del 50% entro il 2030 debba diventare una priorità. Ha evidenziato che le tecniche di biocontrollo, che utilizzano insetti utili e microrganismi, rappresentano un cambiamento significativo per la difesa delle colture, rendendo l’agricoltura più sostenibile.
Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del CREA, ha spiegato come l’istituto coordini i Piani Nazionali di biocontrollo, facendo riferimento ai successi ottenuti nella lotta a parassiti come la cimice asiatica. Ha presentato la piattaforma CUSTOS PLANTIS, uno strumento innovativo per la prevenzione dei rischi fitosanitari, mirato a garantire la sicurezza agricola.
Durante il keynote speech, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, ha indicato la necessità di un investimento nella ricerca e nell’innovazione per rendere l’agricoltura sempre più sostenibile. Ha affermato che il biocontrollo è fondamentale per discutere insieme a universitari e ricercatori e per garantire la produttività degli agricoltori. Oltre a ciò, ha evidenziato come gioventù e educazione debbano svolgere un ruolo cruciale in questo contesto.
Patrick Gerlich, amministratore delegato di Bayer Crop Science Italia, ha discusso le tecniche e strategie di biocontrollo. Ha enfatizzato l’importanza di un approccio integrato che mescoli soluzioni biologiche e convenzionali, mirando a un modello di agricoltura rigenerativa.
Nel panel “Sostenibilità, qualità e salubrità delle produzioni agricole”, Luca De Carlo, presidente della Commissione Permanente Mercato, ha presentato dati sull’agricoltura italiana, sottolineando l’importanza della sostenibilità su tutti i fronti: ambiente, economia e aspetti sociali. A supporto, ha menzionato che il settore mostra un valore aggiunto di 44,4 miliardi di euro, dimostrando l’impatto positivo delle innovazioni nel ridurre l’uso di agrofarmaci e migliorare la qualità della produzione.
Patty L’Abbate, membro della Camera dei Deputati, ha affermato che il biocontrollo è una leva strategica per affrontare la crisi climatica e garantire la sicurezza alimentare. Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di semplificare l’accesso al mercato per le soluzioni biologiche già disponibili.
Dario Nardella, coordinatore del Gruppo S&D al Parlamento Europeo, ha suggerito che la chiave per il successo risiede nel superare le dicotomie tra produzione e ambiente. Ha esortato una cooperazione pragmatica per accelerare la transizione verso pratiche agricole più sostenibili.
In conclusione, il convegno ha rappresentato un’importante opportunità di dialogo e confronto tra esperti e decisori, segnando un passo essenziale verso un’agricoltura europea più sostenibile e di qualità. Le potenzialità del biocontrollo, insieme a politiche adeguate, possono veramente trasformare il settore, rendendolo non solo migliore per l’ambiente, ma anche per la salute dei consumatori e la competitività degli agricoltori.
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