Brevetti e sostenibilità: l’analisi di UniMi su come gli spin-off impattano l’innovazione.
Il Sistema Universitario Italiano: Dinamico ma Polarizzato
MILANO (ITALPRESS) – Il sistema universitario italiano si distingue per la sua capacità di favorire crescita e innovazione, ma presenta forti polarizzazioni territoriali. Le eccellenze in termini di brevetti e spin-off si concentrano prevalentemente nel Nord Italia e nei principali atenei. Questo porta a un marcato divario tra le diverse regioni, evidenziando la necessità di strategie mirate per ridurre tali differenze.
Il V Rapporto dell’Osservatorio MHEO (Milan Higher Education Observatory) dal titolo “The University Factor – Impatto economico e sostenibilità dell’istruzione terziaria e dell’università”, presentato presso l’Università degli Studi di Milano, analizza questi temi cruciali. Il rapporto è frutto di una collaborazione tra il Centro HEYE (Higher Education and Youth Employability) dell’Università degli Studi di Bergamo e il MEIEC (Milan Economic Impact Evaluation Center) dell’Università degli Studi di Milano. Curato da esperti come Giovanni Barbato e Matteo Turri, il documento esplora il ruolo delle università nella promozione dello sviluppo economico e sociale.
Secondo Matteo Turri, responsabile scientifico dell’Osservatorio MHEO, il rapporto offre uno spaccato utile per affrontare le trasformazioni in atto, fornendo dati e analisi basate su evidenze. Riconosce l’importanza delle università nel contesto lombardo e milanese, sottolineando come questi istituti debbano adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro e ai cambiamenti sociali e demografici in atto. Questo implica un aggiornamento approfondito dei modelli formativi e delle strategie didattiche, per rispondere alle crescenti richieste di competenze innovative.
Brevettazione e Spin-off: Sfide e Opportunità
In Italia, la situazione della brevettazione universitaria presenta segnali di miglioramento, ma rimane distante rispetto agli standard europei. Attualmente, solo l’8% dei brevetti depositati in Europa proviene da istituzioni italiane, di cui il 47% è localizzato in Lombardia. Fattori come una cultura brevettuale ancora limitata e un disallineamento tra l’offerta di ricerca e la domanda industriale ostacolano una maggiore traduzione della ricerca in proprietà intellettuale.
Tra il 2000 e il 2020, le domande di brevetto accademico in Europa sono aumentate, ma l’Italia contribuisce solo con il 6,6% delle domande totali. Nonostante un incremento significativo delle domande di brevetto dalle università italiane, il numero di brevetti concessi ha raggiunto un tasso di successo in diminuzione. Questo scenario evidenzia una forte polarizzazione, con il 47% dei brevetti universitari focalizzati nel Nord Italia, in particolare in Lombardia.
Inoltre, gli spin-off universitari mostrano una tendenza al ribasso, scendendo da 86 nel 2018 a 20 nel 2024, influenzati da fattori come l’incertezza pandemica e normative più restrittive. Come per la brevettazione, gli spin-off si concentrano maggiormente nelle grandi università e in ambito ingegneristico. Questo porta a una poca interazione tra le varie istituzioni e a un predominio di iniziative monodisciplinari. La creazione di spin-off nelle università maggiori è favorita dalla presenza di un ampio bacino di talenti e da uffici di trasferimento tecnologico efficienti.
Sostenibilità e Inclusione: Un Foco Necessario
Il rapporto MHEO dedica attenzione anche alla sostenibilità degli atenei sotto diversi aspetti: ambientale, sociale ed economico-finanziario. Tra il 2015 e il 2021, il consumo energetico degli atenei italiani è aumentato del 24,1%, mentre le spese sono cresciute del 22,6%. La spinta verso l’autoproduzione energetica è cresciuta, ma copre solo una frazione del fabbisogno, segnalando un potenziale di sviluppo in questo ambito.
Dal punto di vista sociale, il rapporto segnala un buon equilibrio di genere tra gli immatricolati, con una prevalenza di studentesse in discipline umanistiche e educative, e una crescente presenza maschile nelle aree tecnico-scientifiche. Nel 2022-2023, il 37,6% degli studenti è stato esonerato dal pagamento delle tasse, mostrando un aumento significativo rispetto al 2010-2011.
Una survey condotta su 2.500 studenti dell’Università Statale di Milano ha rivelato preoccupazioni legate al benessere economico, con l’affitto rappresentante la spesa principale per gli studenti. Ben il 57,6% degli studenti non svolge attività lavorativa e dipende dal sostegno familiare, mentre il 25,6% dei lavoratori affronta carichi orari significativi, costringendo a sacrifici tra lavoro e studio.
Il V Rapporto MHEO rappresenta quindi una risorsa importante per comprendere le dinamiche del sistema universitario italiano e le opportunità future, evidenziando la necessità di un continuo adattamento delle istituzioni alle sfide contemporanee.
– Foto grafico “The University Factor – Impatto economico e sostenibilità dell’istruzione terziaria e dell’università” – (ITALPRESS).
Fonti: Università degli Studi di Milano, Osservatorio MHEO.
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