Caterina Caselli 80 anni: musica, coraggio e il talento che ha scoperto l’Italia
Da cantante a talent scout: un percorso di rivoluzione e scoperta
Dopo aver raccontato con emozione la mancanza di Piero Sugar in un’intervista a Vanity Fair, Caterina Caselli si rivela come una donna che ha sempre scelto la propria strada, a volte controcorrente. Nel documentario “Una vita, cento vite” di Renato De Maria, uscito nel 2021, emerge un ritratto intenso, a tratti doloroso, della sua esistenza. Tra i momenti più sofferti, il suicidio del padre quando Caterina aveva solo 14 anni e la battaglia vinta contro un carcinoma al seno nel 2019. Questi episodi non hanno intaccato la sua determinazione nel mantenere salda la propria identità artistica e umana.
Approdata al mondo discografico grazie a Piero Sugar, Caselli si fa strada dapprima come bassista in alcune band dell’epoca beat, poi come solista scoperta da Alberto Carisch. Firma con la CGD di Ladislao Sugar, un altro tassello fondamentale nel suo cammino artistico, partecipando anche a numerosi “musicarelli”, i film musicali che raccontavano le hit del momento. Tra il 1966 e il 1968 recita in otto pellicole, tra cui i titoli che portano il nome delle sue canzoni più celebri, come “Nessuno mi può giudicare” e “Perdono”.
