Cause comuni di D-Dimero positivo: coaguli e valori normali spiegati
Interpretazione del risultato e condizioni associate a un D-dimero positivo
Un valore di D-dimero superiore a 0,50 mg/L FEU è considerato positivo e suggerisce una maggiore attività di formazione e dissoluzione di coaguli nel sistema circolatorio. Questo risultato non conferma da solo la presenza di trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare (EP) o coagulazione intravascolare disseminata (CID), ma rappresenta un segnale importante per approfondire con altri test diagnostici.
Tra le patologie comunemente associate a elevate concentrazioni di D-dimero troviamo:
- Trombosi venosa profonda (TVP): formazione di coaguli nelle vene profonde, soprattutto degli arti inferiori, che può causare dolore, gonfiore e rischio di complicazioni gravi.
- Embolia polmonare (EP): migrazione di un coagulo verso i polmoni, con sintomi come difficoltà respiratorie, dolore toracico e tachicardia.
- Coagulazione intravascolare disseminata (CID): attivazione anomala della coagulazione in tutto il corpo che può portare a sanguinamenti e insufficienza d’organo.
- Ictus ischemico: ostruzione dei vasi cerebrali a causa di coaguli che compromette la circolazione cerebrale.
Valori elevati di D-dimero possono tuttavia essere riscontrati in situazioni non necessariamente legate a coaguli patologici, come gravidanza, età avanzata, infezioni, malattie autoimmuni o dopo interventi chirurgici recenti.
