Consumi culturali e spettacoli tornano ai livelli pre-Covid, dati Confcommercio 2024

Consumi culturali e spettacoli tornano ai livelli pre-Covid, dati Confcommercio 2024

Consumi culturali e spettacoli tornano ai livelli pre-Covid, dati Confcommercio 2024

Nel 2025 la spesa media mensile per i consumi culturali in Italia cresce a 94 euro, ancora sotto i livelli pre-Covid. Tra le attività preferite figurano la visione di programmi e film in TV, l’ascolto di musica e radio e la lettura di libri. Spicca il pieno recupero del settore audiovisivo e un forte rilancio delle esperienze culturali dal vivo, come concerti e spettacoli all’aperto, che superano i dati del 2019. L’Osservatorio Impresa Cultura Italia-Confcommercio sottolinea il cambiamento della percezione della cultura, ora vista come esperienza emotiva. Cresce anche l’impegno nella formazione di professionisti per innovare e sostenere il settore.

Consumi culturali in crescita nel 2025: nuova centralità per le attività dal vivo e sfide per le imprese culturali

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 si registra un aumento della spesa media mensile per i consumi culturali, che raggiunge i 94 euro, rispetto ai 90 euro del 2024. Nonostante questa crescita, la cifra risulta ancora inferiore ai livelli registrati prima della pandemia, che si attestavano a 113 euro. Tra le attività culturali preferite dagli italiani per il 2025 rimangono molto popolari la visione di programmi e film in televisione (90%), l’ascolto di musica (83%), la radio (81%) e la lettura di libri (66%). Per quanto riguarda le esperienze dal vivo, continuano a essere molto apprezzate la partecipazione a feste popolari, sagre e manifestazioni folkloristiche (53%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (50%), il cinema (48%), gli spettacoli all’aperto (42%) e i concerti (39%).

Il comparto audiovisivo, comprendente cinema, televisione e musica, ha recuperato completamente i livelli precedenti alla pandemia, mentre le attività dal vivo caratterizzate da un alto coinvolgimento emotivo, come concerti e spettacoli teatrali all’aperto, hanno addirittura superato quelli del 2019. La cultura viene percepita sempre più come un’esperienza capace di suscitare emozione, piacere e sorpresa, andando oltre la semplice conoscenza e apprendimento. Questi dati emergono dall’Osservatorio Impresa Cultura Italia-Confcommercio, realizzato in collaborazione con SWG, e sono stati presentati in concomitanza con l’avvio del Master in “Economia e gestione delle imprese culturali”, promosso da Treccani Accademia per Impresa Cultura Italia-Confcommercio.

Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, sottolinea che i risultati dell’Osservatorio mostrano un Paese che riporta la cultura al centro degli investimenti, con un rilancio significativo delle attività dal vivo. Fa notare, però, che cresce anche la percentuale di persone che considerano i consumi culturali una spesa impegnativa, evidenziando l’importanza di rafforzare la capacità delle imprese culturali di generare valore economico e sociale nei territori. Il Master promosso con Treccani nasce proprio con l’obiettivo di formare professionisti capaci di interpretare i cambiamenti in atto, innovare modelli e linguaggi e creare sinergie tra imprese, istituzioni e comunità.

Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, aggiunge che i dati confermano una crescente centralità della cultura nelle scelte degli italiani, mentre i segnali legati alla percezione della spesa culturale richiedono una meglio valorizzazione pubblica delle iniziative culturali. In questo contesto, il Master in Economia e gestione delle imprese culturali si propone di formare esperti con competenze economiche e gestionali solide, capaci di coniugare responsabilità civile e progettualità, sostenendo lo sviluppo del settore culturale e contribuendo alla creazione di ecosistemi in cui il sapere rappresenti un fattore di coesione sociale e crescita sostenibile.

Consumi culturali in crescita nel 2025: trend e nuove prospettive per le imprese culturali italiane

Nel 2025 si registra un aumento della spesa media mensile per i consumi culturali, che raggiunge i 94 euro, rispetto ai 90 euro del 2024. Nonostante questo incremento, la cifra resta inferiore rispetto ai livelli pre-pandemia, attestati a 113 euro mensili. Le attività culturali più apprezzate continuano a essere la visione di programmi e film in TV, seguita dall’ascolto di musica e radio, oltre alla lettura di libri. Tra le esperienze dal vivo, crescono le partecipazioni a eventi popolari e tradizionali, visite a musei e siti archeologici, frequenza al cinema, spettacoli all’aperto e concerti.

Nel mercato dei consumi culturali emerge un pieno recupero del settore audiovisivo, che include cinema, televisione e musica, arrivando a livelli paragonabili a quelli antecedenti alla pandemia. Parallelamente, si osserva un avanzamento significativo delle attività dal vivo caratterizzate da un impatto emotivo forte, come concerti e spettacoli teatrali, che hanno superato persino i dati del 2019. La cultura è percepita sempre più come un’esperienza emozionale e di piacere, oltre che un momento di apprendimento e conoscenza. Questi risultati sono stati diffusi dall’Osservatorio Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG, in occasione del lancio del Master in Economia e gestione delle imprese culturali promosso da Treccani Accademia.

Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, sottolinea come la crescita della spesa culturale e il rilancio delle attività dal vivo rappresentino segnali positivi per il Paese. Allo stesso tempo, mette in guardia dalla percezione crescente della cultura come un costo, evidenziando l’importanza di potenziare la capacità delle imprese culturali di generare valore economico e sociale nei territori. A tal fine, il Master avviato con Treccani mira a formare professionisti in grado di comprendere le trasformazioni in atto, innovare i modelli di business e costruire sinergie tra imprese, istituzioni e comunità.

Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, evidenzia il ruolo centrale che la cultura continua a rivestire nelle scelte degli italiani, invitando a rafforzare il valore pubblico delle iniziative culturali, rendendole più accessibili e inclusive. Il Master nasce proprio con l’obiettivo di dotare i futuri manager culturali di competenze economiche e gestionali solide, capaci di coniugare responsabilità civile e progettualità. Lo sviluppo delle imprese culturali contribuirà così alla creazione di ecosistemi dinamici, dove il sapere diventa motore di coesione sociale e crescita sostenibile.

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